Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 125 del 21/05/2003

Deliberazione n. 125 del 21/05/2003 legge 109/94 Articoli 20, 8 - Codici 20.1, 8.1
La necessità di indicare nel bando di gara anche le categorie scorporabili sussiste solo se le stesse costituiscano lavori autonomi (intendendo per lavoro autonomo deve intendersi un lavoro che, indipendentemente dalla categoria che identifica l’intervento da un punto di vista ingegneristico, non ha bisogno di lavorazioni appartenenti ad altre categorie per esplicare la sua funzione)e siano di importo inferiore alle soglie indicate: le due condizioni sono entrambe necessarie, per cui in mancanza anche di una sola di esse, l’obbligo di indicazione nel bando viene meno.
Deliberazione n. 125 del 21/05/2003 legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.4
Non è conforme all’art.91, co.3, del D.P.R 21 dicembre 1999, n.554 e s.m., la clausola di un bando di gara che richieda la suddivisione della documentazione in due buste (la prima contenente i documenti per l’ammissione alla gara e la seconda contenente i documenti per l’attribuzione dei punteggi, cioè l’offerta economica e i documenti attestanti il merito tecnico). Tale sistema se consente di mantenere la segretezza dell’offerta economica sino a quando non siano state individuate le ditte ammesse alla gara, non garantisce la separata valutazione dell’offerta relativa al merito tecnico rispetto all’offerta economica.Anche in questo caso, è quindi, opportuna, da parte della stazione appaltante, la correzione della relativa clausola del bando di gara.
Deliberazione n. 125 del 21/05/2003 legge 109/94 Articoli 1 - Codici 1.1
In forza del divieto, contenuto nel D.P.R. 25 gennaio 2000, n.34 e s.m., di richiedere ai concorrenti la dimostrazione della propria qualificazione con modalità, procedure e contenuti diversi da quelli ivi previsti, è illegittima una disposizione del bando di gara che contenga per i concorrenti prescrizioni maggiormente onerose rispetto a quelle previste da fonti normative, con ciò concretizzandosi una illegittima restrizione del mercato in contrasto con il principio generale, in materia di appalti di lavori pubblici, volto a garantire la partecipazione alla gara del maggior numero di soggetti.