Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 241 del 30/07/2003

Deliberazione n. 241 del 30/07/2003 legge 109/94 Articoli 8 - Codici 8.3
L’obbligo di verificare il possesso del requisito qualità sussiste soltanto quando l’importo dei lavori che il concorrente intende assumere richieda una classifica di qualificazione per la quale il possesso della qualità sia divenuto obbligatorio, secondo la cadenza temporale prevista, in rapporto alle classifiche, dall’art. 4 e dall’allegato B del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34.Sono da ritenere inammissibili clausole che precludano la partecipazione ad una gara di raggruppamenti orizzontali comprendenti imprese qualificate per le classifiche I e II (per le quali non è obbligatorio il possesso del requisito della qualità) che intendano assumere lavori per importi corrispondenti alla propria classifica. Diversamente argomentando, le imprese qualificate con classifiche I e II, che non abbiano acquisito il requisito della qualità, non potrebbero mai associarsi per eseguire lavorazioni di importo superiore alla II classifica. Ciò indurrebbe, in concreto dette imprese ad acquisire il citato requisito, che si renderebbe, di fatto, obbligatorio anche per imprese attestate in I e II classifica, in contrasto con il disposto di cui all’art. 4, comma 1, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34, che, mediante rinvio all’allegato B, prevede il possesso della certificazione di qualità aziendale ovvero il possesso della dichiarazione della presenza di requisiti del sistema di qualità aziendale esclusivamente per la classifica III e superiori.Non sono conformi alle disposizioni dell’articolo 3, comma 2, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34, clausole di bandi di gara che non consentano la partecipazione alle medesime di imprese qualificate per la classifica II, incrementata di un quinto, in assenza della dimostrazione del possesso della certificazione del sistema di qualità. Ciò in quanto, aderendo ad opposta soluzione, si perverrebbe ad un’interpretazione abrogante del disposto di cui all’articolo 3, comma 2, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34, ove prevede che “la qualificazione in una categoria abilita l’impresa a partecipare alle gare e ad eseguire i lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto”.