Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 285 del 06/11/2003

Deliberazione n. 285 del 06/11/2003 legge 109/94 Articoli 1, 21 - Codici 1.1, 21.3
Il fenomeno della irrisorietà di alcuni ribassi di gara può costituire un indice significativo di possibili collegamenti tra imprese che coltivano fini lontani da quello fisiologico di ottenere la commessa al maggior ribasso attraverso una sana competizione, configurando una possibile distorsione del mercato per la mancanza di effettiva concorrenza e ingenerando sospetti in ordine alla sussistenza del reato di turbativa d’asta ex art. 353 c.p..L’ordinamento non tollera il fenomeno delle offerte identiche, imponendo in vario modo, o per il tramite della loro valutazione come entità unitaria o attraverso la “licitazione” tra i concorrenti o mediante sorteggio (art. 77 del Regolamento n. 827/24) che in tali casi sia tempestivamente sciolto il nodo che dette offerte pongono, nel presupposto che l’identità dei ribassi potrebbe configurarsi come fattore di distorsione ovvero come elemento non idoneo ad esprimere in modo pieno e trasparente il valore della concorrenza.Nelle gare in cui si adotti il metodo di aggiudicazione previsto dall’art. 21, comma 1bis, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., la soluzione del così detto “taglio delle ali”, indicata dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato relativamente alle offerte con ribasso identico, deve applicarsi non solo alle offerte che si collocano a cavallo del 10%, ma anche a quelle che concorrono a formare la successiva media, con la conseguenza che detti ribassi vanno considerati come un’unica entità economica nell’ambito del complesso computo convenzionale previsto dalla citata disposizione.