Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 38 del 03/03/2004

Deliberazione n. 38 del 03/03/2004 legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.1
Deve essere risolta in senso negativo la questione giuridica (sottesa alla fattispecie in esame) relativa alla legittimazione delle amministrazioni pubbliche a realizzare opere pubbliche o di pubblico interesse mediante schemi procedimentali differenti, atipici rispetto a quelli specificamente disciplinati dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.. In effetti, tale normativa (ulteriormente specificata dai regolamenti contenuti nel D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554, e nel D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34), riveste natura imperativa e non può essere derogata dall’autonomia negoziale, proprio perché realizza l’esigenza di assicurare il perseguimento di interessi pubblici preminenti, quali l’efficienza e l’efficacia, la tempestività, la trasparenza, la correttezza dell’attività amministrativa in materia di opere e lavori pubblici e della libera concorrenza tra gli operatori. Di conseguenza, è alla stessa legge quadro (e, più in generale, alla normativa pubblicistica in materia, comprensiva delle leggi settoriali), cui occorre fare riferimento per individuare gli ambiti tipologici entro i quali effettuare la scelta del contratto da utilizzare. A questo proposito, l’art. 19, comma 1, della legge quadro restringe espressamente le tipologie contrattuali a due sole ipotesi (contratti di appalto o di concessione di lavori pubblici) ed esclude l’utilizzazione di differenti moduli negoziali, risultando inammissibile che la scelta del tipo contrattuale resti affidata al prudente apprezzamento della pubblica amministrazione, la quale sarebbe arbitra di decidere se applicare o meno la legislazione sui lavori pubblici.