Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 100 del 25/05/2004

Deliberazione n. 100 del 25/05/2004 legge 109/94 Articoli 1, 8 - Codici 1.1, 8.3
Non sono conformi ai principi generali dell’ordinamento posti alla base della libera concorrenza tra gli operatori, nonché a quanto specificatamente disposto dall’art. 1, commi 3 e 4, del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m., le previsioni contenute nel disciplinare di gara relative alla presentazione, da parte dei concorrenti, di apposite dichiarazioni di soggetti terzi attestanti la disponibilità a fornire i materiali indispensabili per la realizzazione dell’opera. Ciò in quanto la richiamata “disponibilità” non è fatto che assume rilievo in sede di gara ed imporre tale obbligo può avere possibili effetti restrittivi sulla partecipazione alla gara stessa, con conseguente limitazione della libera concorrenza tra gli operatori. Dalla normativa regolamentare citata risulta chiaro, peraltro, che i requisiti di ordine generale, tecnico ed organizzativo che devono essere posseduti dalle imprese per poter partecipare alle gare d’appalto di lavori pubblici, dettagliatamente individuati dagli artt. 17 e segg. della citato regolamento, devono intendersi come inderogabili da parte della stazione appaltante, che non può pertanto prevedere requisiti maggiori od ulteriori rispetto a quelli già normativamente previsti. Devesi, altresì, rilevare che ai fini della tutela sostanziale degli interessi dell’amministrazione possono utilmente soccorrere prescrizioni progettuali di capitolato speciale che impongano all’aggiudicatario le necessarie, particolari modalità di esecuzione, ivi compreso l’eventuale uso di apparecchiature speciali. Sotto il profilo della garanzia circa la disponibilità di detti impianti e dei riflessi sulla tempestiva esecuzione, l’amministrazione committente non appare, peraltro, priva di tutela. Da un lato essa detiene la cauzione definitiva a garanzia dell’esatto adempimento degli obblighi contrattuali, dall’altro, l’eventuale inadempimento dell’appaltatore è sottoposto alla grave sanzione che si ricava dall’art. 75. lett. f), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., (esclusione dalla gara nei confronti delle imprese che abbiano commesso grave negligenza o malafede nell’esecuzione di lavori affidati dalla stazione appaltante che bandisce la gara), oltre che alla sanzione prevista dall’art. 27 del D.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34 e s.m. (inserimento nel casellario informatico delle imprese qualificate di episodi di grave negligenza nell’esecuzione dei lavori, ovvero di gravi inadempienze contrattuali).