Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 183 del 15/12/2004

Deliberazione n. 183 del 15/12/2004 legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.3.2
Ai sensi dell’art. 2, comma 2, lettera c), della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. la legge de qua si applica, sia pure in forma ridotta, ai soggetti privati che, per la realizzazione di opere pubbliche di importo superiore ad un milione di euro, ricevono un contributo diretto e specifico da parte delle amministrazioni aggiudicatrici, superiore al 50% dell’importo dei lavori. I privati sono tenuti, quindi, all’applicazione della disciplina della legge quadro qualora concorrano tre diversi presupposti concernenti: l’importo complessivo dei lavori, la percentuale del contributo finanziario, la particolare natura delle opere. In tali circostanze lo schema di contratto di appalto, che impone espressamente di affidare l’esecuzione delle opere ad imprese comunque in possesso di requisiti previsti per la esecuzione di lavori pubblici, non è sufficiente a garantire un puntuale rispetto della norma, dovendosi necessariamente procedere alla realizzazione dei lavori previa selezione ad evidenza pubblica dell’impresa esecutrice.L’art. 2, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., come modificato dalla legge n. 166/2002, prevede l’obbligo per i privati, che eseguono interventi a scomputo dei contributi connessi ad atti abilitanti all’attività edilizia, di affidare gli stessi ricorrendo alle procedure previste dalla direttiva 93/37/CEE, nei casi in cui ogni singola opera sia di importo superiore alla soglia di applicazione della medesima direttiva. Le opere di importo inferiore, invece, sono sottratte alla disciplina della legge quadro. Con riferimento alla disposizione de qua la Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro il Governo italiano, con conseguente ricorso alla Corte di Giustizia, sulla base di due rilievi. Il primo rilievo riguarda l’illegittimità dell’esclusione dal campo di applicazione della legge quadro delle opere di importo inferiore alla soglia comunitaria. Il combinato disposto della disposizione in questione e delle leggi n. 1150 del 1942 e n. 10 del 1977 consente, infatti, di affidare direttamente, al di fuori di ogni procedura di messa in concorrenza, la realizzazione di opere pubbliche di importo inferiore alla soglia di applicazione della direttiva comunitaria a soggetti privati in violazione delle norme del Trattato in materia di libera circolazione delle merci, di libera prestazione dei servizi e di libertà di stabilimento - nonché dei principi generali di non discriminazione, di parità di trattamento, di proporzionalità e trasparenza - che trovano, invece, applicazione anche nel caso di valore economico inferiore alla soglia comunitaria.Il secondo rilievo riguarda la limitazione del ricorso alle procedure previste dalla direttiva ai casi in cui ogni singola opera realizzata dai privati a scomputo dei contributi dovuti sia di importo superiore alla soglia. Al contrario, la soglia di applicazione della direttiva si deve determinare calcolando il valore complessivo delle opere comprese in ciascuna convenzione stipulata tra il privato esecutore e l’amministrazione, atteso che tale convenzione ha natura di contratto e di appalto pubblico di lavori.