Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 21 del 23/02/2005

Deliberazione n. 21 del 23/02/2005 legge 109/94 Articoli 26 - Codici 25.1
Il negligente comportamento tenuto dall’impresa in corso d’opera dovrebbe comportare, ai sensi dell’art. 119 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., dapprima la contestazione degli addebiti all’esecutore inadempiente, quindi, in caso di mancato adeguamento, la risoluzione in danno del contratto in essere. Pertanto, è da ritenersi non conforme al richiamato disposto normativo l’operato della stazione appaltante che, verosimilmente al fine di pervenire in tempi brevi ed in assenza di possibile contenzioso all’ultimazione delle opere, ha inteso privilegiare una diversa iniziativa solutoria, pervenendo alla risoluzione consensuale del contratto ex art. 1372 c. c., che risulta attivata unicamente a seguito della specifica istanza dell’impresa lamentante la sopravvenuta indisponibilità delle proprie maestranze “per lunghi periodi di trasferta a notevole distanza”.Tale modus procedendi, inoltre, determina maggiori costi nella realizzazione dell’opera e concreta, pertanto, l’ipotesi di danno all’erario qualora la maggiore spesa sostenuta per affidare ad altra impresa i lavori di completamento delle opere venga assorbita direttamente dall’Amministrazione, senza promuovere alcuna azione di rivalsa nei confronti dell’impresa originariamente affidataria.In subordine devesi altresì rilevare che il richiamato comportamento della stazione appaltante è da ritenersi non privo di censura anche per gli ulteriori effetti cui può dar luogo. Dallo stesso può infatti derivare la mancata e/o non corretta effettuazione della comunicazione di cui all’art. 27, comma 4, del D.P.R. 25 gennaio 2000 n. 34 e s.m., funzionale all’individuazione, tra l’altro, degli eventuali irregolari comportamenti da porre a carico dell’appaltatore ai fini anche dell’annotazione nel casellario informatico.