Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 152 del 06/10/2004

Deliberazione n. 152 del 06/10/2004 legge 109/94 Articoli 2 - Codici 2.2.1
Il ricorso all’istituto dell’appalto misto e, quindi, l’individuazione di un unico soggetto realizzatore, contrasta con le previsioni dell’art. 2, comma 1, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. quando nell’appalto possono agevolmente identificarsi due distinti oggetti contrattuali, i quali non evidenziano particolari interrelazioni e caratteristiche di interdipendenza funzionale e/o accessorietà (nel caso di specie: la realizzazione dell’ampliamento della struttura socio-sanitaria esistente e la gestione dell’infrastruttura esistente, inclusa la successiva conduzione di quella da realizzare). Al riguardo, pare opportuno richiamare anche le indicazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, (atto di segnalazione dell’anno 1999), che ha posto in evidenza i rischi connessi all’accorpamento in un unico contratto di oggetti contrattuali diversificati, rilevando come l’allargamento dell’oggetto della gara, qualora non adeguatamente giustificato, può portare a precludere l’accesso alla stessa a determinate categorie di operatori, “in particolare per quelle che potrebbero profittevolmente realizzare solo una singola prestazione, ma sono impedite, anche eventualmente dalla regolamentazione vigente, a svolgere l’intero insieme delle prestazioni richieste”. Dalle considerazioni che precedono discende, quindi, la necessità per la stazione appaltante, in simili casi, di effettuare due distinte gare di appalto ai sensi delle diverse normative di riferimento, valutando eventualmente in subordine la possibilità di riferirsi all’istituto, pure previsto dalla citata legge n. 109/94 e s.m., della concessione di costruzione e gestione.
Deliberazione n. 152 del 06/10/2004 legge 109/94 Articoli 17, 27 - Codici 17.1, 17.3, 27.1
L’affidamento della direzione dei lavori allo stesso appaltatore contrasta con il disposto di cui all’articolo 27 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. laddove si prevede obbligatoriamente l’istituzione di un ufficio di direzione lavori e, ove questo non risulti possibile, il ricorso agli ulteriori soggetti ivi elencati, con le specifiche modalità procedurali di cui all’art. 17 della stessa. L’ipotizzato espletamento della funzione di direzione lavori a carico dell’esecutore delle opere contrasta, altresì, con il principio generale in base al quale il direttore dei lavori, garante dell’esatto adempimento degli obblighi contrattuali dell’impresa nei confronti del committente (sia pubblico che privato) non può che essere persona di sua fiducia, non potendo, pertanto, coincidere con lo stesso appaltatore.Si rileva, da ultimo, che il calcolo dei corrispettivi delle prestazioni professionali fornite dai soggetti giuridicamente legittimati all’espletamento delle richiamate funzioni di direttore dei lavori - sia essi pubblici che privati - è disciplinato da norme puntualmente rintracciabili nell’ordinamento, (legge 2 marzo 1949, n. 143 e s.m.). Nel caso di specie, le prestazioni afferenti la direzione di lavori pubblici, risultando disciplinate dai richiamati articoli della legge n. 109/94 e s.m. e dai correlati articoli del regolamento attuativo (D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.), danno altresì luogo all’obbligo dell’individuazione, all’interno del relativo bando di gara o avviso pubblico, degli importi presunti delle prestazioni sottese.