Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 120 del 23/05/2004

Deliberazione n. 120 del 23/05/2004 legge 109/94 Articoli 2, 20 - Codici 2.2.1, 20.1
Quando le opere da appaltare riguardino anche lavori di manutenzione e servizi di reperibilità (circostanza che consente di qualificare il contratto di appalto come “contratto misto”), la natura dei lavori non giustifica l’introduzione nel bando di gara di prescrizioni oltremodo selettive, come quella che impone ai concorrenti di dichiarare il “pregresso svolgimento quinquennale di un appalto per il servizio di pronto intervento (24 ore al giorno) di manutenzione ed interventi di urgenza su rete idrica e fognaria al servizio di almeno 30.000 punti di utenza”. Una siffatta disposizione, infatti, finisce per limitare la partecipazione ai pochi soggetti che possono vantare una “patente di accesso” alla gara, per il solo fatto di avere già espletato in passato servizi analoghi in termini di contenuti e modalità esecutive, rendendo il requisito della maturata esperienza nel settore estremamente gravoso e comunque eccessivamente limitativo del principio di libera concorrenza, se si considerano gli elementi che lo connotano in relazione all’oggetto dell’appalto e si tiene presente, altresì, che tale requisito è richiesto in aggiunta all’attestato SOA per la categoria di riferimento (OG 6), oltre alla certificazione di qualità. In definitiva, una prescrizione espressa in termini preclusivi deve trovare essenziale fondamento nell’oggetto dell’appalto ed essere giustificata da ragioni logiche e rispondenti ad un interesse effettivo dell’amministrazione stessa.
Deliberazione n. 120 del 23/05/2004 legge 109/94 Articoli 1, 20 - Codici 1.1, 20.1
Sebbene l’individuazione dei requisiti di partecipazione alla gara e le modalità di espletamento di determinati adempimenti ad essa funzionali spettino alla stazione appaltante, va rilevato che quest’ultima dovrebbe astenersi dal fissare preclusioni che non siano strettamente necessarie (cfr. Cons. di Stato, Sez. V, 4 maggio 2004, n. 2736). In questa logica, quelle di seguito richiamate non sembrano costituire valide argomentazioni a sostegno della previsione del disciplinare di gara che impone - a pena di esclusione - l’effettuazione del sopralluogo esclusivamente a cura del titolare, del legale rappresentante o del direttore tecnico dell’impresa.Relativamente all’esigenza di “garantire la massima serietà nell’espletamento di tale obbligo di legge”, detta esigenza può ritenersi ugualmente salvaguardata con l’ammettere all’espletamento di tale adempimento anche il personale a ciò adibito dall’impresa, in quanto tale incarico non presuppone per sua natura la necessaria partecipazione del titolare di impresa, né tanto meno quella del legale rappresentante o del direttore tecnico. A ciò aggiungasi che i soggetti autorizzati dal disciplinare ad effettuare la presa visione dei luoghi potrebbero non essere disponibili -per svariate ragioni - a recarsi personalmente in loco, con la conseguente interdizione dalla partecipazione alla gara, pur in presenza di tutti gli altri requisiti richiesti. Non può assumersi quale elemento idoneo a legittimare la restrizione de quo l’argomento in base al quale vi sarebbe comunque stata anche “l’accettazione di soggetti muniti di apposita procura notarile” in sostituzione dei soggetti autorizzati dal disciplinare, sia perché tale deroga avrebbe dovuto comunque essere prevista per iscritto nel bando o nello stesso disciplinare, sia perché il dato normativo di riferimento (art. 71, comma 1, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.), nel contemplare l’adempimento della presa visione dei luoghi, non delimita l’ambito soggettivo delle persone ammesse all’espletamento del sopralluogo, ma anzi si riferisce genericamente ai “concorrenti” (in tal senso: Cons. di Stato, Sez. V, 8 maggio 2002, n. 2484).Infine, non sembra idonea a giustificare la restrizione soggettiva di cui sopra la non meglio precisata “particolarità dei luoghi”, in quanto deve prevalere il principio del non aggravamento del procedimento amministrativo, spesso richiamato dalla giurisprudenza (cfr., da ultimo, T.A.R. Campania-Napoli, Sez. I, 18 aprile 2002, n. 2206).