Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 126 del 07/07/2004

Deliberazione n. 126 del 07/07/2004 legge 109/94 Articoli 1, 17 - Codici 1.1, 17.1
Si evidenzia che una giurisprudenza amministrativa ormai costante afferma che il conferimento degli incarichi professionali è atto che attiene alla gestione, di competenza, dunque, della dirigenza, in applicazione del principio della separazione delle funzioni gestionali da quelle di indirizzo politico ed amministrativo e di controllo, le quali ultime spettano agli organi di governo, secondo quanto stabilito dal T.U.E.L. n. 267/2000 (cfr.:Tar Emilia Romagna - Bologna, Sezione II, 23 maggio 2002, n. 769; Tar Basilicata, 26 marzo 2001, n. 192; Tar Calabria, Sezione Reggio Calabria, 8 febbraio 2001, n. 90; Tar Sardegna, 22 giugno 2001, n. 727; Consiglio di Stato, Sezione V, 26 gennaio 1999, n. 64).
Deliberazione n. 126 del 07/07/2004 legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.1
Il frazionamento artificioso di incarichi professionali di importo inferiore alla soglia comunitaria allo scopo di contenere il corrispettivo al di sotto della soglia dei 100.000 euro si pone in contrasto con il disposto dell’art. 17, commi 12bis e 14, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., ove è sancito che “il conteggio effettuato per stabilire l’importo stimato deve ricomprendere tutti i servizi, ivi compresa la direzione dei lavori, ove si intende affidarla allo stesso professionista”, e soprattutto non in linea con l’interpretazione della norma citata fornita da questa Autorità con la determinazione n. 18 del 26 luglio 2001, secondo la quale: “In considerazione della possibilità di affidare a professionisti esterni anche l’incarico di progettazione esecutiva ed, eventualmente, di direzione lavori, la valutazione del compenso, sulla base del quale definire le modalità di affidamento, deve comprendere anche tali prestazioni”. L’artificioso frazionamento della prestazione, determina, altresì, l’elusione delle forme di pubblicità del bando (art. 62, comma 9, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.) e di selezione dei professionisti (artt. 63 e 64 del citato D.P.R. n. 554/99), prescritte per incarichi di importo compreso tra 100 mila e 200 mila euro.
Deliberazione n. 126 del 07/07/2004 legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
In materia di incarichi professionali in “fascia fiduciaria” è applicabile fino al 18 agosto 2002 la disciplina prevista dall’art. 17, commi 11 e 12, della cd. legge Merloni ter e dall’art. 62, comma 1, del D.P.R.21 dicembre 1999, n. 554 e s.m.; a partire dal 18 agosto 2002 si applicano le disposizioni della legge n. 166/2002 intervenute a modificare gli art. 11 e 12 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.. I principi enunciati dalle suddette disposizioni di legge restano sostanzialmente invariate nei due intervalli temporali anzidetti: è ammesso che, nei limiti d’importo prescritti dalla legge, le stazioni appaltanti procedano all’affidamento a professionisti esterni di loro fiducia, previa verifica dell’esperienza e della capacità professionale degli stessi e con motivazione della scelta in relazione al progetto da affidare. E’ stato ripetutamente chiarito dalla giurisprudenza e da questa Autorità che per l’affidamento di incarichi di progettazione al di sotto della soglia minima d’importo (c.d. incarichi di ultima fascia), il legislatore non prescrive l’esperimento di una formale procedura di aggiudicazione né, in ogni caso, dettagliati adempimenti preliminari, quali un’espressa e puntuale predeterminazione di ulteriori e più specifici criteri di scelta da parte della stazione appaltante. Relativamente a tali incarichi, infatti, comprensibili esigenze di semplificazione amministrativa consentono alla stazione appaltante l’affidamento a soggetti “di loro fiducia”, assolti i soli oneri della verifica dell’esperienza e della capacità professionale e della motivazione in relazione al progetto da affidare (Consiglio di Stato, Sez. V - Sentenza 10 febbraio 2004 n. 500). Deve trattarsi, quindi, in ogni caso di una “fiducia qualificata”, che può derivare anche, a discrezione della Stazione appaltante, dall’esito di una formale procedura selettiva su base curriculare, che in tal caso dovrà essere pubblicizzata mediante avvisi “funzionali” - per rispondenza allo scopo della massima diffusione e di comunicazione del contenuto informativo minimo dell’avviso - e fondata su criteri di valutazione razionali e non lesivi della par condicio dei partecipanti. Alle stazioni appaltanti spetta di osservare comportamenti concreti che non facciano discendere dall’affidamento fiduciario degli incarichi un loro frazionamento, con la vanificazione del principio della concorrenza ed una cristallizzazione del mercato locale che rimanga riservato, sempre più, a progettisti già specializzati nell’ambito di intervento per precedenti rapporti con la stessa amministrazione.