Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 65 del 22/06/2005

Deliberazione n. 65 del 22/06/2005 legge 109/94 Articoli 1, 26 - Codici 1.2, 25.4.1
L’attuale normativa regionale siciliana (L.R. n. 7/02 e s.m. di recepimento della normativa quadro nazionale in materia di lavori pubblici), nel prevedere l’abrogazione della L.R. n. 21/85, compreso l’istituto del prezzo chiuso, detta all’art. 41 una disciplina transitoria, che espressamente fa salvi i bandi di gara già approvati alla data di entrata in vigore della nuova normativa (10.09.2002).Con riferimento alle ipotesi per le quali residua l’applicazione delle previgenti norme, ancorché abrogate, occorre precisare che il prezzo chiuso, secondo la disciplina della suddetta L.R. n. 21/85, come modificata dalla L.R. n. 10/93, si articola in due diverse fattispecie.La prima ipotesi di prezzo chiuso è quella definita dall’art. 44 della L.R. n. 21/85, ove è ammesso il ricorso a tale istituto“quando la natura dell’opera e la durata del contratto lo rendano opportuno”. In questo ambito il ricorso al prezzo chiuso si presenta come una scelta discrezionale dell’ente committente, che tiene conto della natura dell’opera con riferimento al possibile incremento dei costi di realizzazione e alla esigenza di prevedere, in relazione alla durata del contratto, che si addivenga ad un riequilibrio del sinallagma. La seconda ipotesi di prezzo chiuso è prevista, invece, dall’art. 45, comma 4, della L.R. n. 21/85, che recita “quando fra la data fissata come termine di ricezione delle offerte, o quella in cui è pervenuta l’offerta nel caso di trattativa privata senza gara, e la data di consegna anche parziale dei lavori, intercorre più di un anno, trova applicazione il sistema del prezzo chiuso, anche se inizialmente non stabilito”. In questo caso, il ricorso al prezzo chiuso è legato al semplice verificarsi del ritardo nella consegna dei lavori ed assolve alla funzione di riequilibrio del sinallagma contrattuale, per una presunzione assoluta di parziale compromissione derivante dal ritardo prolungato oltre un anno della consegna dei lavori, che prescinde dalla prova dal verificarsi di un aumento dei costi dell’opera. In relazione all’art. 45, comma 4, pertanto, si dà luogo all’applicazione del prezzo chiuso al semplice decorso oggettivo di un anno tra la data di presentazione delle offerte e la consegna dei lavori; circostanza quest’ultima che rende indifferenti nei confronti dell’impresa le ragioni che hanno determinato il ritardo nell’inizio dei lavori. Le suddette ragioni di ritardo nell’inizio dei lavori potrebbero, invece, rilevare sotto altri profili, come si desume dall’obbligo, previsto dall’art. 45, comma 6 in capo ai funzionari di vertice degli enti, di comunicare il verificarsi dell’ipotesi di cui al comma 4 agli organi di vigilanza e di controllo. Ne consegue che, quando le possibili circostanze causali del ritardo debbano essere ricercate, da un lato, nella revoca del finanziamento (dopo la gara) e successiva riammissione dello stesso ad opera del competente ufficio regionale; dall’altro, nella mancanza degli atti connessi alla procedura di esproprio, in seno alla prima delibera di approvazione del presente progetto, si palesa l’esigenza che gli organi di vigilanza e controllo appurino i motivi della revoca e successiva riammissione del finanziamento ed accertino la rilevanza causale della mancata previsione degli atti di esproprio.