Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 75 del 19/07/2005 - rif.

Deliberazione n. 75 del 19/07/2005 - rif. legge 109/94 Articoli 1, 17 - Codici 1.2, 17.5
In ordine alla presunta non corretta indicazione globale del corrispettivo nel bando, in luogo della relativa disaggregazione in classi e categorie di cui alla Tab. A del d.m. 4/04/2001 (è lo stesso per la legge n.143/39), si osserva che tale criterio del bando è da ritenere valido, poiché appare solo teso alla scelta del contraente e non anche alla conseguente liquidazione delle competenze. In altre parole il “modello” di offerta economica allegata al bando non è (e non potrebbe essere per le esigenze tecniche di confronto dei candidati) uno schema di parcella propriamente inteso e non è preclusivo della corretta successiva applicazione delle tabelle ulteriori alla A, di cui alla legge Tariffaria. Né, infine, il detto modello induce ragionevolmente il concorrente alla “sottostima” dell’offerta, in quanto all’art. 3 del bando sono riportate le suddivisioni delle lavorazioni in classi e categorie, suddivisioni che consentono il corretto calcolo degli importi (a cura del candidato) dei vari corrispettivi (poi, appunto, da far confluire nel modello di offerta economica).L’ammissibilità dell’adozione del rimborso forfetario delle spese (con percentuale ricavata per interpolazione lineare) previsto dal bando, dipende dal riconoscimento o meno della validità del d.m. 4/4/2001, caducato, come è noto, dalla pronuncia del Tar Lazio dell’8 agosto 2002, n.7067, (per mere motivazioni formali e non sostanziali) per fare rinvio ad una nuova disposizione di legge sulla Tariffa (non ancora intervenuta). Al riguardo sembra assorbente di ogni altra considerazione il fatto, ribadito più volte dall’Autorità (cfr. det. n. 27/2002), secondo cui la utilizzabilità del d.m. 4/4/2001 è pur possibile (proprio perché il suo annullamento veniva prodotto da aspetti del tutto procedurali e non sostanziali) in linea tecnica (uso di tabelle, criteri, prestazioni, rimborsi a interpolazione, ecc.), purché l’applicazione del decreto sia esplicitamente richiamata nei bandi gara. Non meno rilevante è poi la pronuncia del Ministero delle Infrastrutture che proprio su sensibilizzazione degli Ordini, si è espresso con circolare n. 31/5079/2002 del 26 novembre 2002 a favore della applicabilità sostanziale del d.m. 4/4/2001, nei sensi sopra concisamente rappresentati, restaurando così il contenuto tecnico del decreto in commento dopo la sentenza del Tar Lazio.
Deliberazione n. 75 del 19/07/2005 - rif. legge 109/94 Articoli 1, 17 - Codici 1.2, 17.3
L’art. 8 della L.R. n. 27/2003, utilizzando il verbo “possono” non ha obbligato le stazioni appaltanti all’affidamento fiduciario tout court (affidamento diretto), ma ha dato la possibilità alternativa di promuovere una procedura concorsuale, in analogia alla normativa di cui all’art. 62 e seguenti del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., per corrispettivi tra euro 100.000 e la soglia comunitaria (art. 17, comma 11, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.).L’utilizzo delle procedure concorsuali consegue il vantaggio di limitare la discrezionalità nella scelta del professionista e di favorire invece la libera concorrenza dei soggetti interessati; né in tale condotta si rilevano motivi di contrasto con la normativa nazionale bensì, al contrario, si può cogliere la piena aderenza alle indicazioni dell’Autorità, la quale con determinazione n. 30 del 13.11.2002 (terzo comma, u.p. delle “valutazioni”) ha chiarito che gli appalti (di servizi di progettazione) appartenenti alla prima fascia (leggasi incarico fiduciario o diretto) possono essere affidati anche con le procedure previste per la seconda fascia (leggasi procedura concorsuale).Quanto alla reclamata illegittimità, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. V, 26 gennaio 1999, n. 64, di utilizzare negli affidamenti fiduciari criteri diversi e aggiuntivi a quello di valutazione del solo “curriculum”, si rileva che la suddetta sentenza precede l’entrata in vigore del citato Regolamento n. 554/99 (28 luglio 2000), il quale con il cennato art. 62 e seguenti ha puntualmente disciplinato le procedure entro l’ampia fascia di incarichi il cui corrispettivo è inferiore alla soglia comunitaria di 200.000 DSP, contemplando anche la valutazione dei ribassi (cfr. lett. c) art. 64, del D.P.R. n. 554/99).Per quanto riguarda, infine, il rilievo relativo alla previsione di più valori di ribasso, contenuta nello schema allegato al bando, invece che di un solo valore, in aderenza all’art. 64 del D.P.R. n. 554/99, valgono le considerazioni espresse circa la facoltà di apportare da parte del legislatore regionale anche semplificazioni alla normativa di cui al D.P.R. n. 554/99, da applicarsi strettamente, come noto, dopo la riforma dell’art. 117 della Costituzione avvenuta con legge costituzionale n. 3 del 2001, per le opere propriamente statali.