Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 22 del 23/02/2005

Deliberazione n. 22 del 23/02/2005 legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.3.5
Nel caso di incarichi di importo inferiore a 100.000 euro (ovvero 40.000 euro prima dell’entrata in vigore della L. n. 166/2002), l’art. 62, comma 1, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. prevede una forma di pubblicità semplificata, disponendo di dare “adeguata pubblicità” all’esigenza di acquisire la prestazione professionale richiesta e di rendere noto l’affidamento dell’incarico con “adeguate formalità”, unitamente alle motivazioni della scelta effettuata. Non vengono, pertanto, esattamente definiti tempi e modi di dare pubblicità agli affidamenti, né vengono stabiliti precisi criteri di selezione, che, comunque, dovranno sempre trovare riferimento nella verifica dell’esperienza e della capacità professionale del progettista, in relazione al progetto da affidare, come precisato dall’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.In ordine alla istituzione di un elenco di professionisti, cui far riferimento per l’affidamento degli incarichi fiduciari in parola, l’Autorità, pur ritenendo ciò ammissibile, ha più volte evidenziato come l’elenco vada predisposto con la previsione di meccanismi atti all’aggiornamento periodico, adottando in ogni caso le forme di pubblicità adeguate per assicurare sempre la più ampia partecipazione di professionisti. Quanto alla motivazione della scelta effettuata, essa non può riferirsi alla sola appartenenza all’albo precostituito, atteso che l’attività posta in essere dall’amministrazione in funzione di vincolo negoziale costituisce espressione di una potestà conferita per la realizzazione di interessi pubblici, con la conseguenza che l’amministrazione deve dare conto delle ragioni della preferenza accordata, in relazione agli indici di esperienza e specifica capacità professionale desunti dal curriculum professionale (in tal senso si è pronunciato il Tar Marche 22/02/2002).
Deliberazione n. 22 del 23/02/2005 legge 109/94 Articoli 21, 26 - Codici 21.5, 25.1
I compiti della commissione di gara si esauriscono con la formazione della graduatoria, che ha sempre natura provvisoria, mentre spetta all’organo competente approvarla e conferire ad essa il connotato di definitività (Cons. Stato, Sez. V, 13 giugno 1998, n. 831). Il confine nel rapporto tra la commissione di gara e l’amministrazione appaltante è delineato dal momento formale della chiusura della gara pubblica; nel senso che “prima di essa è la commissione a dover provvedere a tutti gli adempimenti, mentre dopo tale momento riprendono vigore le normali competenze degli organi ordinari dell’amministrazione” (Cons. giust. amm. sic. 6 settembre 2000, n. 413, e 12 aprile 1995, n. 138).L’amministrazione, qualora non sia intervenuta l’aggiudicazione, può chiudere il procedimento in corso mediante la revoca del bando ed il ritiro della deliberazione di contrattare (Cons. Stato, Sez. II, 19 ottobre 1994, n. 1959). Inoltre, nelle gare per l’aggiudicazione dei contratti pubblici vige il principio dell’autotutela decisoria, che consente all’amministrazione di riesaminare, annullare e rettificare gli atti invalidi. Pertanto, l’amministrazione può revocare d’ufficio o non approvare l’aggiudicazione, con atto successivo motivato mediante il richiamo al preciso e concreto interesse pubblico quale, ad esempio, la eccessiva onerosità della spesa prevista dalla soluzione progettuale presentata dalla ditta risultata vincitrice (Cons. giust. amm. sic. 18 giugno 1997, n. 224).