Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 37 del 06/04/2005

Deliberazione n. 37 del 06/04/2005 legge 109/94 Articoli 17, 27 - Codici 17.1, 27.1
Non è conforme alle vigenti disposizioni in materia di affidamento dei servizi tecnici il tentativo della stazione appaltante di ricondurre l’importo della prestazione di direzione lavori entro la soglia c.d. fiduciaria attraverso un’operazione ideale di parcellizzazione dell’incarico e di frammentazione del relativo compenso.E’ da ritenersi conforme a quanto disposto dagli artt. 27, comma 1, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e 123 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. che l’affidatario unico dell’incarico di direzione lavori abbia chiesto di associare nell’affidamento - sotto il suo diretto coordinamento - altri tecnici, non selezionati dall’Amministrazione ma dallo stesso autonomamente indicati, che integrino l’Ufficio di direzione dei lavori con ruoli e responsabilità diverse da quelle del “Direttore dei lavori”, il quale, tuttavia, assume su di sé le responsabilità civili, amministrative e penali proprie della direzione stessa, trattandosi propriamente di organo monocratico, a cui deve essere imputata l’intera attività connessa all’espletamento dell’incarico. In tal senso si è pronunciata in più occasioni questa Autorità (v. deliberazioni nn. 62 del 13.3.2001; 187 del 16.5.2001; 256 del 4.7.2001; 267 del 19.7.2001; 314 del 26.9.2001; 16 del 23.1.2002; 86 del 27.3.2002; 113 del 29.4.2002; 171 del 12.6.2002; 61 del 2.4.2003; 245 del 8.9.2003; 321 del 17.12.2003 e 156 del 14.10.2004).E’ ragionevole ritenere che, mentre nella fase di esecuzione dei lavori sia consentito il ricorso all’apporto di altri professionisti, che si aggiungono ma non si sostituiscono al D.L. e che operano nell’Ufficio di direzione lavori collaborando con il titolare in ragione delle specifiche professionalità richieste dalla tipologia e categoria dell’intervento, la fase di affidamento degli incarichi professionali rimanga soggetta a precise disposizioni di legge e di regolamento, poste a tutela della libera concorrenza, che non ammettono deroga.