Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 28 del 09/05/2006

Deliberazione n. 28 del 09/05/2006 legge 109/94 Articoli 14, 16 - Codici 14.1, 16.1
L’inserimento dell’opera nel programma triennale e l’approvazione di questo da parte del Consiglio comunale esprime, in prima istanza, la volontà dell’organo di indirizzo politico dell’ente sulla realizzazione dell’opera ed è necessario per l’avvio dei successivi adempimenti procedurali da parte della Giunta comunale e dei dirigenti, tra cui quelli che comportano impegno di spesa (come l’affidamento della progettazione); l’inclusione nell’elenco annuale, dal canto suo, certifica la compatibilità dell’intervento con il bilancio previsionale dell’Ente, di cui lo stesso elenco costituisce un allegato.Il ruolo centrale dell’Amministrazione nella definizione dei parametri fondamentali del progetto è attestato soprattutto dal documento preliminare alla progettazione che, ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., deve essere redatto a cura del RUP. Le indicazioni in esso contenute sono vincolanti per il progettista, tanto che nella verifica del preliminare e nella validazione del progetto esecutivo deve essere certificata la conformità delle soluzioni progettuali adottate rispetto al documento preliminare (artt. 46 e 47 del citato D.P.R. n. 554/1999 e s.m.). In base al comma 5 del suddetto art. 15, il contenuto del documento preliminare deve riguardare tra l’altro la definizione dei limiti finanziari da rispettare e della stima dei costi e delle fonti di finanziamento, nonché l’individuazione delle funzioni che dovrà svolgere l'intervento, sulla base degli obiettivi da perseguire e delle esigenze da soddisfare, in rapporto alla situazione esistente e ai relativi vincoli.In merito alla flessibilità degli strumenti di programmazione, rileva anche la circostanza che sul preventivo dimensionamento economico dell’intervento è calcolato l’importo presunto delle parcelle professionali, considerato per determinare le modalità di affidamento dei servizi tecnici. In questo quadro risulta inammissibile che il valore dell’intervento sia determinato, nel suo ordine di grandezza, in sede di elaborazione del progetto da parte del professionista incaricato (fatti salvi gli adeguamenti di contenuta entità connessi ai vari approfondimenti progettuali). Tale ipotesi, oltretutto, può determinare un sovvertimento del normale rapporto tra le parti contrattuali, nella misura in cui il professionista incaricato della progettazione, nel definire l’importo totale dell’intervento, di riflesso stabilisce anche il suo stesso compenso, con prevedibili conseguenze negative sulla spesa a carico dell’Amministrazione. Né appare conforme al disegno del legislatore che le previsioni economiche effettuate in sede di progettazione si discostino significativamente da quelle della fase propedeutica, senza che ricorrano speciali motivi espressamente richiamati negli atti procedimentali (cfr. deliberazione n. 279/2001). E’ pur vero che le stime economiche contenute negli strumenti di programmazione e negli altri elaborati della fase propedeutica alla progettazione, come tutti i documenti aventi spiccato carattere previsionale, sono suscettibili di modifiche e aggiornamenti; modifiche che, ad esempio, per i programmi triennali e gli elenchi annuali possono riguardare l’inserimento o l’esclusione di interventi, ovvero la correzione delle previsioni di spesa relative a ciascuna opera, e possono intervenire anche nel corso del medesimo esercizio finanziario (oltre che, ovviamente, per gli aggiornamenti annuali connessi al carattere “scorrevole” di tali programmi). Nondimeno dette stime economiche devono possedere i requisiti dell’attendibilità e veridicità, e quindi non possono essere fondate su valutazioni inesatte o carenti dei parametri che concorrono a determinare la spesa presunta della S.A., specialmente ove questi costituiscano il contenuto essenziale degli studi propedeutici previsti dalla norma. Di conseguenza, mentre appare certamente ammissibile l’incremento del costo stimato dell’opera a seguito di circostanze oggettive sopravvenute in fase di progettazione (ad esempio, quelle connesse alla specifica conoscenza dei luoghi derivante dalle indagini preliminari), diversamente non è contemplata una consistente variazione finalizzata alla migliore definizione delle esigenze della committenza, atteso che a tale adempimento si deve provvedere specificamente nella fase programmatoria. Pertanto, fermo restando quanto già affermato da questa Autorità (in particolare nella citata deliberazione n. 279/2001) circa la flessibilità del progetto sino all’inserimento nell’elenco annuale e nel bilancio previsionale dell’ente (quindi sino a tutta la fase di progettazione preliminare), si ritiene che la modifica sostanziale della previsione di spesa, tale da incidere significativamente sulla stima economica dell’opera e sullo stesso bilancio del committente, è da considerare circostanza eccezionale, cui si può far ricorso in casi del tutto particolari non dipendenti da inadempienze dell’Amministrazione e previa adeguata e rigorosa motivazione.Dal punto di vista procedurale, inoltre, la modifica dei parametri economici del progetto deve costituire oggetto di aggiornamento e riapprovazione degli strumenti di programmazione da parte degli organi competenti, nonché di eventuale ripubblicazione nei casi più rilevanti che determinano una variazione “di carattere sostanziale” della programmazione economica (cfr. determinazione n. 2/2002).
Deliberazione n. 28 del 09/05/2006 legge 109/94 Articoli 17 - Codici 17.2
Qualora le parti abbiano posto in essere una simulazione relativa, consistente in pratica nel dissimulare, attraverso la stipula del patto denominato “parasociale,” la estromissione di fatto del giovane professionista dalla commessa e dai vantaggi ad essa connessi, la condotta dei soggetti componenti l’ATI (che per quanto rilevi sul piano prettamente civilistico ha comunque un riflesso sulla commessa pubblica) non è stata improntata alle regole di correttezza, buona fede e diligenza (compresa quella deontologica) che il codice civile detta per la fase dell’esecuzione dei contratti (cfr. artt. 1175, 1176, 1375 del cod. civ.). Sulla base della disciplina fissata nel “patto parasociale”, infatti, l’attività del giovane professionista sarebbe relegata al mero svolgimento di compiti di supporto (cfr. sul punto deliberazione Autorità n. 21/2003).