Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 40 del 23/05/2006

Deliberazione n. 40 del 23/05/2006 legge 109/94 Articoli 19, 20 - Codici 19.4, 20.2.2
Ai sensi dell’art. 84, comma 2, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. alla procedura di scelta del concessionario si applicano i termini sanciti dall’art. 79, commi 1 e 5, del regolamento medesimo maggiorati di 15 giorni. Ne deriva che nell’affidamento in concessione, che, ai sensi dell’art. 84, comma 1, del citato D.P.R. n. 554/1999 e s.m. e dell’art. 20, comma 2, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. avviene mediante licitazione privata con criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, il termine di ricezione della domanda di partecipazione non può essere inferiore a 37 giorni a decorrere, nel caso in questione, dalla data di pubblicazione del bando di gara, maggiorati dei 15 giorni previsti dall’art. 84, comma 2. Conseguentemente, contravviene alla descritta prescrizione normativa l’Amministrazione che preveda un termine di soli 30 giorni per la ricezione delle domande di partecipazione, avvalendosi invece del disposto di cui all’art. 79, comma 9, che sancisce come il termine di ricezione delle domande di partecipazione non possa essere inferiore a 19 giorni. L’art. 84, comma 2, richiamando espressamente solo il comma 1 (oltre al comma 5, che non rileva in tale contesto) dell’art. 79, determina un regime normativo speciale per la sola fase intercorrente tra la pubblicazione del bando e la presentazione delle domande di partecipazione: essa è sottoposta, qualsiasi sia l’importo dei lavori, al termine previsto per gli appalti di importo pari o superiore al controvalore in euro di 5.000.000 di DSP. Di contro, la mancanza di un esplicito riferimento alla disciplina della fase di ricezione delle offerte, ammette la sussistenza dell’ordinaria differenziazione normativa a seconda dell’importo dei lavori: troveranno pertanto applicazione i commi 3 e 10 dell’art. 79 (nella fattispecie, trattandosi di una licitazione privata per lavori di importo inferiore al controvalore in euro di 5.000.000 di DSP, alla luce dell’art. 79, comma 10, il termine di ricezione delle offerte non può essere inferiore a 20 giorni dalla data di spedizione degli inviti).
Deliberazione n. 40 del 23/05/2006 legge 109/94 Articoli 21 - Codici 21.1, 21.5
Come previsto nella determinazione dell’Autorità n. 17 del 26 luglio 2001, “Ammissibilità di aggiudicazione della gara in presenza di un’unica offerta valida”, l’art. 76, comma 2, va coordinato con l’art. 69 del R.D. n. 827/1924. Ai sensi dell’art. 76, comma 2, qualora il numero di candidati qualificati sia inferiore a 3, non si fa luogo a licitazione privata; in tal caso la stazione appaltante bandisce una nuova gara mediante pubblico incanto e aggiudica l’appalto all’esito della seconda procedura. Alla stregua dell’art. 69, nelle procedure avviate per pubblico incanto o per licitazione privata, il numero minimo necessario di offerte effettive per la legittima aggiudicazione della gara deve essere almeno pari a due, salvo la sussistenza di un’espressa clausola nel bando di gara che preveda l’aggiudicazione all’unico offerente. L’art. 76, comma 2, riguarda i candidati qualificati, cioè quei soggetti che avendo presentato domanda di partecipazione alla procedura di gara siano stati ritenuti idonei dalla stazione appaltante a concorrere: solo qualora i soggetti qualificati siano almeno tre è assicurata la concorrenza nella gara e può quindi esperirsi la licitazione privata. Pertanto, tale norma assume rilievo solo nella fase di qualificazione delle imprese, rappresentando una condizione senza la quale la procedura non può aver seguito. L’art. 69, invece, si riferisce alla fase di presentazione delle offerte e rende possibile l’aggiudicazione in presenza di un solo offerente, purché nel bando sia espressamente prevista una clausola in tal senso. Ne deriva che solo qualora sia rispettata la condizione prevista dall’art. 76, comma 2, è possibile avvalersi del disposto dell’art. 69. Nel caso di specie, risulta aver formulato l’istanza di partecipazione una sola impresa, che è stata invitata a presentare l’offerta, in quanto qualificata e alla stessa è stata aggiudicata la gara. Sebbene nel bando fosse prevista l’aggiudicazione in presenza di un solo offerente, ai sensi dell’art. 69 del R.D. n. 827/1924, risulta violata la condizione necessaria sancita dall’art. 76, comma 2, relativa alla fase di qualificazione: ciò inficia anche la successiva fase delle offerte.La stazione appaltante viola l’art. 21, commi 5 e 6, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e l’art. 92 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. qualora i componenti della Commissione risultino essere coinvolti dal punto di vista tecnico-amministrativo nei lavori oggetto dell’aggiudicazione e non siano stati nominati secondo la prevista procedura di sorteggio.
Deliberazione n. 40 del 23/05/2006 legge 109/94 Articoli 29 - Codici 29.1
Ai sensi del D.M.LL.PP. n. 20 del 6 aprile 2001, in attesa dell’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’art. 24 della legge 24 novembre 2000, n. 340, a decorrere dal 1° maggio 2001, le amministrazioni di cui all’art. 2, comma 2, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. che realizzano opere di interesse regionale, così come definite nelle premesse del decreto, pubblicano sugli appositi siti internet, predisposti ed attivati dalle regioni e dalle province autonome, i bandi e gli avvisi di gara di loro competenza (art. 1). L’art. 6 del citato D.M.LL.PP. precisa che l’adempimento tempestivo da parte dei soggetti obbligati per legge alla pubblicazione dei bandi e degli avvisi in materia di lavori pubblici assolve a quanto prescritto dal disposto della citata legge n. 340/2000, sino a quando non verrà promulgato il provvedimento definitivo del Presidente del Consiglio dei Ministri. Nella fattispecie dunque l’avvenuta pubblicazione del bando sul sito internet della regione assolve le prescrizioni normative in materia di pubblicità.