Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 71 del 10/10/2006

Deliberazione n. 71 del 10/10/2006 d.lgs 163/06 Articoli 86 - Codici 86.1
Come evidenziato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Sez. VI, sentenza del 27.11.2001, cause riunite C-285/99 e C-286/99, p. 55), dalla formulazione della disposizione di cui all’art. 30, n. 4, della Direttiva 93/37/CEE, redatta in termini imperativi, risulta che l’amministrazione aggiudicatrice è tenuta, in primo luogo, a identificare le offerte sospette, in secondo luogo, a consentire alle imprese interessate di dimostrarne la serietà, chiedendo loro le precisazioni che ritiene opportune, in terzo luogo, a valutare la pertinenza dei chiarimenti forniti dagli interessati e, in quarto luogo, ad adottare una decisione circa l’accoglimento o il rigetto di tali offerte. Conseguentemente se la stazione appaltante, prima dell’aggiudicazione definitiva della gara, ha effettuato specifiche valutazioni in merito al ribasso offerto dal concorrente, a seguito delle quali l’offerta è stata ritenuta non sospetta e, quindi, non soggetta a verifica, non sembra che la stessa debba procedere ad ulteriori verifiche, anche in considerazione del fatto che non è previsto da nessuna disposizione che si possa dare corso a richieste di giustificazioni di offerte non apparse anormalmente basse. Pertanto una siffatta procedura non appare in contrasto con la norma di cui all’art. 30, n. 4, della Direttiva 93/37/CEE, né con la lex specialis di gara che all’applicazione di detta disposizione faccia espresso rinvio. Ciò non esclude, tuttavia, che le valutazioni effettuate dalla stazione appaltante (basate, nel caso di specie, sul raffronto del ribasso offerto dal concorrente con i ribassi offerti in altre gare, precedentemente espletate nel nostro Paese, relative ad affidamenti a contraente generale o ad appalti integrati) potrebbero risultare non del tutto congruenti al caso, ove si constati sia la notevole differenza di valore tra le opere da realizzare sia la specialità di alcune lavorazioni.