Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 74 del 10/10/2006

Deliberazione n. 74 del 10/10/2006 d.lgs 163/06 Articoli 54 - Codici 54.1
Il combinato disposto degli artt. 50 e 66 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., relativamente al “fatturato globale per servizi di cui all’art. 50”, per il quale è richiesto, ai fini della partecipazione alla gara per l’affidamento dell’incarico, “un importo variabile tra 3 e 6 volte l’importo a base d’asta” non può essere inteso nel senso di limitare il fatturato ai soli servizi (svolti negli ultimi 5 esercizi antecedenti il bando di gara) specificamente posti a base d’asta, ovvero nel caso in argomento di sola direzione dei lavori.Al riguardo si rileva, innanzitutto, che il riferimento dell’art. 66, comma 1, lett. a) al fatturato globale per servizi di cui all’articolo 50 (attinenti all’architettura e all’ingegneria) costituisce un elemento testuale che reca con sé un’inferenza univoca ai fini della determinazione della ratio sottesa alla norma: l’espressione “fatturato globale”, stando ad un’interpretazione letterale, non può che essere riferita alla totalità dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria espletati in precedenza. Il legislatore richiede il possesso di un fatturato da 3 a 6 volte l’importo del corrispettivo a base d’asta, in quanto considera tale possesso elemento di affidabilità di un concorrente, che in tal modo dimostra di avere svolto adeguata attività nel campo dei servizi attinenti all’ingegneria ed all’architettura. Il riferimento è generico in quanto il legislatore non ha inteso individuare un criterio di valutazione del concorrente circa la sua minore o maggiore capacità allo svolgimento del servizio appaltato, valutazione che, infatti, attiene ad un momento successivo e distinto da quello di fissazione dei requisiti di partecipazione alla gara; tanto più se si considera che le successive lettere b) e c) dello stesso articolo contengono specificazioni ulteriori con il riferimento all’importo dei lavori relativo alle classifiche ed alle categorie dei singoli lavori cui si riferiscono i servizi appaltati. Altra ragione per cui si propende per un’interpretazione letterale rispetto a quella restrittiva che porta a considerare solo i servizi aventi identica natura di quello posto in gara, ai fini della determinazione del fatturato globale, deriva dall’esigenza di uniformità interpretativa delle norme in materia di affidamento di servizi attinenti l’ingegneria e l’architettura. In questa materia, infatti, il legislatore (v. art. 17 legge 109/94), in considerazione del carattere essenzialmente omogeneo di tali servizi (progettazione e altri servizi tecnici connessi alla progettazione, nonché attività tecnico-amministrative connesse alla progettazione), ogniqualvolta ha dettato la disciplina di riferimento lo ha fatto in maniera unitaria, riferendosi ai servizi in modo onnicomprensivo.Tenuto, peraltro, conto del fatto che l’art. 66 del citato D.P.R. n. 554/1999 si riferisce ad importi pari o superiori alla soglia comunitaria (200.000 DSP), risulterebbe eccessivamente restrittiva, alla luce del principio di libera concorrenza e di massimizzazione del numero delle offerte nella singola gara, un’interpretazione che richiedesse un fatturato globale tra 3 e 6 volte l’importo a base d’asta riferito solo al singolo servizio appaltato (per l’affidamento di incarico di direzione lavori di importo pari a euro 200.000 il concorrente dovrebbe possedere nel quinquennio antecedente un fatturato globale per sola direzione lavori tra 600.000 e 1.200.000 euro).Se è pur vero che l’interpretazione letterale della norma, così come sopra propugnata, potrebbe condurre all’eventualità che il concorrente, pur in possesso di un fatturato globale adeguato, raggiunga questo con servizi attinenti all’ingegneria ed all’architettura in cui non sia ricompresa affatto la specifica prestazione posta a base di gara, tuttavia è da considerare che l’art. 66 citato individua solo i requisiti di partecipazione alla gara, e, specificamente, il comma 1, lett. a), meramente i requisiti di capacità economico-finanziaria, ma non anche i criteri di valutazione dell’attitudine del concorrente all’espletamento di un certo tipo di servizi, valutazione che è rimessa a successivo esame della stazione appaltante.