Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 25 del 11/05/2006

Deliberazione n. 25 del 11/05/2006 legge 109/94 Articoli 4 - Codici 4.2
Ritiene il Consiglio dell’Autorità che sia da escludere che la stessa possa pronunciarsi allorché il procedimento per una infrastruttura di cui al D.Lgs. n. 190/02 sia ancora in itinere e per di più sottoposto all’esame di un organo di alta valenza politica quale il CIPE, investito con qualificazione eccezionale, attesa anche la presenza del Presidente della Regione interessata. In caso contrario, invero, si configurerebbe un’alterazione dell’eccezionale procedimento previsto dal detto D.Lgs. n. 190/02 peculiarmente scrutinato, per la sua valenza istituzionale, anche dalla Corte Costituzionale. Ed infatti, oltre ad una non prevista interferenza procedimentale di un organo al di fuori del circuito istituzionale interessato dalla detta eccezionale disciplina, si verrebbe a configurare una intromissione, nel merito, di valutazioni dell’Autorità ancor prima che i competenti organi tecnici e politici abbiano definito le loro risoluzioni.E’ vero che compito di questa Autorità è quello di vigilare affinché sia assicurata l’economicità dell’esecuzione dei lavori pubblici e l’osservanza della disciplina legislativa e regolamentare in materia. Quel che non è ammissibile è che una tale vigilanza si inserisca nelle scelte di merito, tecniche ed economiche, che le pubbliche amministrazioni devono porre in essere qualora queste scelte siano controverse tra i vari soggetti portatori di interessi contrapposti e coinvolti nella realizzazione dell’opera. Qualora ciò accadesse l’Autorità verrebbe ad essere coinvolta nella scelta stessa degli interessi in gioco e nella loro conformazione nonché nella ricerca di eventuali soluzioni procedimentali, tecniche ed economiche, possibili, assumendo responsabilità che non le competono, perché fuoriuscenti dal modulo della vigilanza che presuppone pur sempre un precostituito modello di riferimento ed un’attività compiuta da raffrontare ad un tale modello e non già il coinvolgimento in un’attività in fieri.Oltre alla vigilanza, com’è noto, è pur ammissibile riconoscere, in capo all’Autorità, un’attività di consulenza e di premonizione. Ma la prima può estrinsecarsi, ovviamente, solo a seguito di richiesta della parte interessata, mentre la seconda può ragionevolmente esser posta in essere solo in presenza di un pericolo concreto e non quando gli assetti degli interessi non si sono ancora definiti e sono ancora nella disponibilità delle parti e delle amministrazioni sovraordinate che, in tale veste, devono intervenire e, all’uopo, decidere.