Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 107 del 13/12/2006

Deliberazione n. 107 del 13/12/2006 d.lgs 163/06 Articoli 1, 90 - Codici 1.2, 90.1.1
In presenza di società a capitale pubblico-privato non si delinea la fattispecie della c.d. “amministrazione indiretta”, in forza della quale la stazione appaltante persegue i propri compiti per mezzo di un soggetto sul quale esercita un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi. Come precisato dal giudice comunitario (sentenza Corte di Giustizia CE dell’11.1.2005 n. 26), infatti, la sussistenza di una partecipazione, anche minoritaria, di soggetti privati al capitale della società alla quale partecipa anche l’amministrazione aggiudicatrice, esclude in ogni caso che tale amministrazione possa esercitare su detta società un controllo analogo a quelle che essa esercita sui propri servizi.Il c.d. “in house providing” è una modalità di affidamento eccezionale e residuale rispetto alla regola generale della gara ed è consentito solo nel caso in cui la società affidataria, partecipata interamente dall’ente pubblico, costituisca un ente strumentale di quest’ultimo. Conseguentemente, le società a capitale misto pubblico-privato non possono essere affidatarie, in via diretta e senza gara, di negozi giuridici; in particolare per quanto attiene all’attività di progettazione, che è di esclusivo appannaggio dei soggetti identificati nell’articolo 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, n. 391/2002). Le suddette società non possono altresì espletare le funzioni di stazioni appaltanti, essendo stato abrogato l’istituto della concessione di committenza, da ritenersi definitivamente espunto dal quadro dei sistemi di realizzazione delle opere pubbliche in relazione al chiaro divieto contenuto nell’art. 19, comma 3, della citata legge n. 109/1994 e s.m.
Deliberazione n. 107 del 13/12/2006 d.lgs 163/06 Articoli 118, 90 - Codici 118.1, 90.1.1
Elemento cardine della normativa sui lavori pubblici in materia di affidamento di incarichi di progettazione è la necessità di ricondurre la responsabilità della progettazione ad un unico centro decisionale, ossia il progettista. E’ pertanto fatto divieto di avvalersi del subappalto, ad eccezione di alcune attività, come specificato nell’articolo 17, comma 14quinquies, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.. Sotto questo profilo non sembra potersi riconoscere la possibilità di effettuare affidamenti di progettazione definiti di “co-progettazione”.La determinazione n. 3/2004 di questa Autorità ha dettato gli indirizzi per consentire alle S.A. di individuare quelle attività che afferiscono direttamente alla progettazione vera e propria e quelle che afferiscono all’attività di supporto tecnico amministrativo alla progettazione. Relativamente all’attività di progettazione in senso stretto viene riconosciuta a favore delle S.A. la possibilità di costituire gruppi di progettazione misti, formati da dipendenti aventi un’adeguata professionalità e da professionisti esterni, laddove non siano ravvisabili oppure non siano disponibili o sufficienti le professionalità necessarie alla predisposizione di tutti gli elaborati progettuali.
Deliberazione n. 107 del 13/12/2006 d.lgs 163/06 Articoli 10, 90 - Codici 10.3, 90.1
Ai sensi dell’art. 7, comma 4, del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. è da ritenersi illegittima l’assunzione in capo al medesimo soggetto delle funzioni di RUP e di progettista per appalti di importo superiore a 500.000 euro.
Deliberazione n. 107 del 13/12/2006 d.lgs 163/06 Articoli 56 - Codici 56.1
La necessità di ricorrere alle procedure di evidenza pubblica nella scelta del contraente costituisce regola generale, che vale anche per gli appalti pubblici sotto soglia, mentre il ricorso al sistema della trattativa privata ha carattere eccezionale, soprattutto quando non è preceduto da gara ufficiosa, consentito solo in ipotesi tassative previste per legge e per motivi di urgenza, in relazione ai quali va peraltro fornita idonea e puntuale motivazione.Come più volte precisato da questa Autorità nei propri atti di deliberazione e determinazione, l’urgenza richiesta dal combinato disposto dell’art. 24, comma 1, lett. a), della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e dell’art. 41, comma 1, punto 5) del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827 per la legittimità dell’affidamento a trattativa privata, deve scaturire da circostanze impreviste ed imprevedibili, tra le quali non rientrano le necessità connesse a finanziamenti né quelle riconducibili ad una carente o erronea programmazione degli interventi.