Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 223 del 11/07/2007 - rif. PREC332/07

Deliberazione n. 223 del 11/07/2007 - rif. PREC332/07 d.lgs 163/06 Articoli 38 - Codici 38.1.1
La condanna penale del direttore tecnico dell’impresa costituisce circostanza incidente sull’affidabilità morale dell’impresa nel suo complesso (ndr. “moralità professionale” ex art. 38, comma 1, lettera c), d. Lgs. n. 12 aprile 2006, n. 13) nel senso che, dalla stessa, stante la rilevanza ed il ruolo del condannato nell’organizzazione aziendale e delle decisioni da esso assunte, deriva un’attenuazione della moralità professionale complessiva dell’impresa (Cfr. Determinazione n. 13/2003). Ai fini della valutazione dei requisiti di moralità professionale, rientra nella valutazione discrezionale della stazione appaltante qualsiasi apprezzamento delle singole concrete fattispecie, con considerazione di tutti gli elementi delle stesse che possono incidere sulla fiducia contrattuale, quali ad es. l’elemento psicologico, la gravità del fatto, il tempo trascorso dalla condanna, le eventuali recidive, senza che residui spazio per alcun giudizio di merito da parte del concorrente. La possibilità per la stazione appaltante di valutare negativamente, ai fini dell’ammissione alla specifica gara, i fatti di cui alla sentenza di condanna relativa ai procedimenti di cui all’articolo 444 c.p.p. resta preclusa solo a seguito della pronuncia del provvedimento di estinzione ai sensi dell’articolo 676 c.p.p. da parte del giudice dell’esecuzione. Infatti, poiché ai sensi dell’articolo 676 c.p.p. “il giudice dell’esecuzione è competente a decidere in ordine all’estinzione del reato dopo la condanna (….)”, detta pronuncia è necessaria affinché tale estinzione possa considerarsi intervenuta.