Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 287 del 10/10/2007

Deliberazione n. 287 del 10/10/2007 d.lgs 163/06 Articoli 11 - Codici 11.1
L'aggiudicazione, in quanto atto conclusivo del procedimento di scelta del contraente, segna di norma il momento dell'incontro della volontà della pubblica amministrazione di concludere il contratto e della volontà del privato manifestata con l'offerta ritenuta migliore (con la conseguenza che da tale momento sorge il diritto soggettivo dell'aggiudicatario nei confronti della stessa pubblica amministrazione…”. Tuttavia “…non è precluso all'amministrazione stessa di procedere, con atto successivo, purché adeguatamente motivato con richiamo ad un preciso e concreto interesse pubblico, alla revoca d'ufficio ovvero all'annullamento dell'aggiudicazione (C.d.S., Sez. IV, 12 settembre 2000, n. 4822; Sez. V, 20 settembre 2001, n. 4973; Sez. VI, 14 gennaio 2000, n. 244).
Deliberazione n. 287 del 10/10/2007 d.lgs 163/06 Articoli 2 - Codici 2.1
L’esercizio del potere di autotutela impone alla stazione appaltante di individuare tutti gli interessi pubblici attuali, distinti dal mero interesse al ripristino della situazione di legittimità, che giustifichino la rimozione dell’atto viziato (Cfr. determinazione 10 luglio 2002, n. 17). Rappresenta motivazione idonea a giustificare la revoca degli atti di una gara in corso di svolgimento, avente ad oggetto l’intervento conservativo di un’area monumentale e archeologico, la sopravvenuta inadeguatezza del progetto posto a base di gara per effetto di nuove aree acquisite o in corso di acquisizione, nella misura in cui essa concorra alla migliore cura dell’interesse pubblico, individuabile nella ottimizzazione delle risorse e delle procedure strumentali alla sistemazione e al completo recupero dell’area monumentale e archeologica.
Deliberazione n. 287 del 10/10/2007 d.lgs 163/06 Articoli 83 - Codici 83.1
La lettera di invito, nella parte in cui consente alla Commissione giudicatrice di valutare eventuali proposte migliorative del progetto, non è in contrasto con il divieto, previsto nel bando di gara, di presentare offerte in variante, in quanto - nelle procedure di gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ex art. 83 del D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 - le “migliorie” proposte dai concorrenti, sempre che non incidano sull’assetto fondamentale del progetto, concorrono a formare il convincimento della Commissione.