Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 309 del 06/12/2007

Deliberazione n. 309 del 06/12/2007 d.lgs 163/06 Articoli 2, 64 - Codici 2.1, 64.1
Nel caso di “gara informale” o “ufficiosa”, oltre all’osservanza delle prescrizioni dettate in ordine alla partecipazione alla procedura, che rappresentano un’ipotesi in cui l’Amministrazione disciplina in via preventiva l’esercizio delle proprie potestà discrezionali, l’Amministrazione è tenuta all’osservanza dei principi generali in materia di procedimenti ad evidenza pubblica, ovvero dei principi di par condicio, di pubblicità, di trasparenza, di logicità e di imparzialità. In tale contesto, le s.a. possono apportare variazioni ai bandi di gara solo nei limiti in cui ciò avvenga senza violare i principi di par condicio e trasparenza, ovvero solo se sia data adeguata pubblicità delle modifiche, per lo meno nelle stesse forme utilizzate per l’indizione della gara informale.
Deliberazione n. 309 del 06/12/2007 d.lgs 163/06 Articoli 40, 64 - Codici 40.3, 64.1
L’attestazione della SOA costituisce condizione necessaria e sufficiente per la partecipazione alle gare. Necessaria perché senza di essa la partecipazione non è consentita; sufficiente perché l’amministrazione non può chiedere ulteriori requisiti di natura tecnico-amministrativa. Pertanto, la possibilità, in generale, per le amministrazioni di prescrivere ulteriori adempimenti rispetto alle previsioni normative per la partecipazione agli appalti pubblici, sempre che risultino proporzionati alle finalità dell’amministrazione e non costituiscano pretese irrazionali e pretestuose viene, infatti, a cadere di fronte al disposto di una norma cogente, quale è l’art. 1, comma 3 del d.P.R. 25 gennaio 2000, n. 34, che vieta la dimostrazione di ulteriori requisiti di natura economico-finanziaria rispetto all’attestato SOA.
Deliberazione n. 309 del 06/12/2007 d.lgs 163/06 Articoli 1 - Codici 1.2
Per quanto riguarda le società miste, devono ritenersi compatibili con i principi comunitari del Trattato i casi in cui il partner privato, scelto attraverso procedura ad evidenza pubblica, sia un socio operativo e non un mero socio finanziatore, di modo che si possa sostenere che l’attività che si ritiene affidata (senza gara) alla società mista sia, nella sostanza, da ritenere affidata (con gara) al partner privato scelto con una procedura di evidenza pubblica che abbia ad oggetto, al tempo stesso, l’attribuzione dei suoi compiti operativi e quella della qualità di socio. Il ricorso a tale figura deve comunque avvenire a condizione che sussistano garanzie tali da fugare dubbi e ragioni di perplessità in ordine alla restrizione della concorrenza (cfr. Consiglio di Stato, parere 18 aprile 2007, n. 456).