Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 59 del 17/12/2008

Deliberazione n. 59 del 17/12/2008 d.lgs 163/06 Articoli 126, 153 - Codici 126.1, 153.1
L’omessa indicazione del costo stimato di ciascun intervento, sia nel programma che nell’avviso successivamente emanato non appare conforme alla disciplina positiva. Il programma dei lavori pubblici non rappresenta una mera elencazione di opere, essendo stabilito (dall’art. 14 della legge 109/1994) che esso costituisce “momento attuativo di studi di fattibilità e di identificazione e quantificazione dei propri bisogni …” e che tali studi “individuano i lavori strumentali al soddisfacimento dei predetti bisogni, indicano le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico-finanziarie degli stessi e contengono l’analisi dello stato di fatto di ogni intervento nelle sue eventuali componenti storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche, e nelle sue componenti di sostenibilità ambientale, socio-economiche, amministrative e tecniche”. Pertanto, per ciascun intervento, devono essere indicate le finalità, la localizzazione, eventuali problematiche di ordine ambientale, paesaggistico ed urbanistico, la stima dei costi, le eventuali risorse disponibili. Non è conforme al dettato normativo un avviso indicativo nel quale non siano riportati gli elementi essenziali indicati dall’art. 80 del DPR 554/99, in particolare l’importo dei lavori, la tipologia delle commesse, la località dell’esecuzione dell’intervento. L’inserimento di un intervento nella programmazione triennale dei lavori pubblici dell’amministrazione vale solo a rendere pubblica l’intenzione di riservare al finanziamento privato determinati interventi e non può essere considerato equipollente all’emanazione dell’avviso indicativo. Prevedere termini diversi per la presentazione delle offerte, rispetto a quelli normativamente stabiliti, può determinare una restrizione della partecipazione ed alterare le regole della concorrenza. Anche se al momento della emanazione dell’avviso la normativa regionale vigente (legge 109/1994 recepita in Sicilia con LL.RR. nn. 7/2002, 7/2003, 20/2003 e 14/2005) non prevedeva alcun obbligo di specificare nell’avviso i criteri di valutazione, si ritiene che nel rispetto dei principi a tutela della concorrenza e della trasparenza, sanciti dal diritto comunitario e nazionale, l’Amministrazione avrebbe dovuto comunque conformarsi alla novella normativa introdotta dalla legge 18 aprile 2005 n. 62, permettendo così agli aspiranti promotori di valutare meglio il loro interesse a partecipare alla procedura.