Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 9 del 12/02/2009

Deliberazione n. 9 del 12/02/2009 d.lgs 163/06 Articoli 70 - Codici 70.1
Non è giustificato il ricorso alla procedura ristretta accelerata di cui all’art. 70, co. 11, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, sostenendo di non aver potuto rispettare i termini di legge per l’espletamento di una procedura ordinaria prima della scadenza dei contratti assicurativi in essere, in quanto la S.A. era perfettamente a conoscenza, fin dal momento del precedente affidamento della durata di tre anni, della data di scadenza dei contratti.
Deliberazione n. 9 del 12/02/2009 d.lgs 163/06 Articoli 28 - Codici 28.4
Il contratto di brokeraggio è il rapporto giuridico che si instaura tra l’assicurando (che può essere un’amministrazione pubblica) e un professionista-imprenditore per lo svolgimento di una prestazione di contenuto misto, in parte di consulenza e in parte di intermediazione nel mercato assicurativo, in forza del quale il broker, in primo luogo, assiste il cliente nella determinazione del contenuto della proposta contrattuale da sottoporre all’assicuratore; in secondo luogo, mette in relazione il cliente con una o più compagnie di assicurazione, con cui non ha vincoli contrattuali (al contrario dell’agente di assicurazione), per agevolare la conclusione di un contratto di assicurazione che sia il più possibile conforme alla proposta che ha concorso ad elaborare; infine, ma solo eventualmente, assiste ulteriormente il cliente nella gestione ed esecuzione del rapporto contrattuale con l’assicuratore. Il contratto di brokeraggio è un contratto oneroso e, pertanto, esso non può non ricadere nell’ambito di applicazione della disciplina sui contratti pubblici, in quanto la provvigione è solo formalmente posta a carico dell’assicuratore dal momento che il relativo onere economico è invariabilmente e lecitamente traslato sull’assicurato, per effetto del c.d. “caricamento” del premio. È condizione connaturata al rapporto di mediazione in generale, ex art. 1754 c.c., che il mediatore, che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, non sia legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza (salva la previsione dell’art. 1761, c.c.), ed in particolare che non sia legato alle imprese di assicurazione da “impegni di sorta”.Tale divieto, volto ad escludere il sorgere di rapporti contrattuali fra mediatore ed impresa assicuratrice in relazione al contratto di assicurazione il cui contenuto il mediatore ha contribuito a determinare, deriva dall’opportunità di evitare che sorgano conflitti di interessi. Il mediatore, infatti, assiste l’assicurando e può collaborare anche alla gestione ed esecuzione del contratto: cura, cioè, interessi contrapposti a quelli della società di assicurazione, sia nella fase della trattativa che nella fase successiva alla stipulazione del contratto. Non è conforme al dettato normativo una clausola “broker” che vincola l’impresa assicuratrice aggiudicataria a sottoscrivere con il broker una adeguata lettera di collaborazione ed a stipulare accordi con lo stesso per la determinazione della commissione spettante al broker in quanto elimina qualsiasi onere economico a carico della stazione appaltante - assicurata, snaturando, così, il carattere tipicamente oneroso del contratto di mediazione assicurativa, carattere che, peraltro, consente di annoverare tale contratto tra quello di servizi soggetti alla disciplina del Codice dei contratti pubblici.