Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 78 del 07/10/2009

Deliberazione n. 78 del 07/10/2009 d.lgs 163/06 Articoli 160 - Codici 160.bis
Considerato che con il cosiddetto leasing immobiliare costruito l'amministrazione non stipula due distinti contratti (la compravendita e il contratto di finanziamento) ma un unico contratto atipico che, al contempo, realizza di fatto l'acquisizione della disponibilità di un immobile da parte dell'Amministrazione (senza tuttavia determinare, nei suoi confronti, il perfezionamento della compravendita che, invece, viene conclusa tra il fornitore e la società di leasing) ed il finanziamento della stessa da parte della società di leasing (che, appunto, acquista l'immobile e lo concede in godimento all'amministrazione), l'applicazione di quanto disposto dall'art. 19 del d. lgs. 12 aprile 2006, n. 163 dovrebbe condurre all'obbligo di espletamento di una procedura ad evidenza pubblica secondo la disciplina degli appalti pubblici di servizi per la selezione della società di leasing ed alla possibilità di scegliere l'immobile, e quindi il fornitore, secondo modalità che non soggiacciono all'applicazione del d. lgs. 163/2006. Per completezza, si precisa tuttavia che l'art. 27 del d. lgs. 163/2006 prevede che l'affidamento dei contratti pubblici esclusi in tutto o in parte dall'applicazione del Codice deve comunque avvenire nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità e deve essere preceduto da un invito ad almeno cinque concorrenti, se ciò è compatibile con l'oggetto del contratto. La scelta dell'immobile da far acquistare alla società di leasing e quindi del fornitore, dovrebbe, pertanto, essere condotta nel rispetto dei suindicati principi e, in particolare, dandone pubblicità con il mezzo ritenuto più adeguato tenuto conto dell'importanza dell'appalto per il mercato interno, da valutare in base al suo oggetto, al suo importo nonché alle pratiche abituali nel settore interessato.
Deliberazione n. 78 del 07/10/2009 d.lgs 163/06 Articoli 53 - Codici 53.1
L’utilizzo da parte delle s.a. del contratto di vendita di cosa futura, rappresentando una deroga alla normativa generale dei contratti pubblici, è condizionato dalla ricorrenza di presupposti tassativi: (a) espletamento di una preventiva gara informale, qualora l'area non sia puntualmente localizzabile; b) infungibilità dell'immobile, per effetto ad esempio, della localizzazione in una specifica zona del territorio; c) destinazione urbanistica prevista dal PRG; d) valutazione costi-benefici; e) acquisto del titolo di proprietà dell'area da parte del venditore in epoca "non sospetta" rispetto alla determinazione dell'amministrazione di munirsi del bene; f) esaustiva determinazione dell'oggetto del contratto dal momento della stipula; g) verifica del possesso, da parte del venditore, di sufficienti requisiti di capacità economica che valgano ad assicurare in via preventiva l'adempimento delle obbligazioni contrattuali e che devono preesistere alla stipulazione del contratto; h) necessità che l'amministrazione valuti preventivamente la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie di realizzazione delle opere pubbliche.