Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 2 del 13/01/2010 - rif.

Deliberazione n. 2 del 13/01/2010 - rif. d.lgs 163/06 Articoli 1 - Codici 1.1
Nel caso di affidamento in house la giurisprudenza comunitaria considera sussistente il requisito del “controllo analogo” quando l’ente pubblico può esercitare sul soggetto gestore maggiori poteri rispetto a quelli che il diritto societario riconosce alla maggioranza sociale e le decisioni più importanti sono sottoposte al vaglio preventivo dell’ente affidante. Il requisito dell’attività prevalente a favore dell’ente affidante si ha quando la parte di attività prestata per soggetti diversi dall’ente controllante sia quantitativamente irrisoria e qualitativamente irrilevante sulle strategie aziendali. Come affermato dalla Corte di Giustizia (sentenza Coditel 13/11/2008 in causa C-324/07), il controllo analogo non è escluso dalla circostanza che il pacchetto azionario sia posseduto da una pluralità di enti pubblici. In tal caso, il controllo può essere esercitato congiuntamente, eventualmente a maggioranza, mentre la condizione relativa alla parte più importante della sua attività può ricorrere considerando l'attività che l’organismo in house svolge con l'insieme di detti enti.
Deliberazione n. 2 del 13/01/2010 - rif. d.lgs 163/06 Articoli 1 - Codici 1.1
L'in house rappresenta il tentativo di conciliare il principio di auto-organizzazione amministrativa (che trova corrispondenza nel più generale principio comunitario di autonomia istituzionale), con i principi di tutela della concorrenza e del mercato. L'Amministrazione si rivolge per reperire una determinata prestazione ad un soggetto che, pur essendo formalmente dotato di personalità giuridica diversa dall'Amministrazione stessa, è sottoposto tuttavia ad un controllo gerarchico da parte dell'Ente, che può essere assimilato al controllo che l'Amministrazione esercita sulle proprie strutture interne. In virtù di tali elementi l'ente in house non va considerato "terzo" rispetto all'amministrazione procedente, ma piuttosto come uno dei servizi propri dell'amministrazione stessa. In presenza di tali condizioni, quindi, non c'è neppure un contratto, perché esso implica l'esistenza di almeno due soggetti che siano sostanzialmente distinti e tra i quali vi sia una relazione intersoggettiva. C'è, al contrario, un rapporto organico o di delegazione interorganica; la delega interorganica e il conseguente rapporto di strumentalità dell'ente affidatario rispetto all'amministrazione aggiudicatrice rendono lo svolgimento della prestazione una vicenda tutta interna alla pubblica amministrazione.