Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 78 del 02/12/2010 - rif.

Deliberazione n. 78 del 02/12/2010 - rif. d.lgs 163/06 Articoli 1 - Codici 1.1
Sulla base di quanto previsto dall’art. 23-bis, comma 3, del D.L. 112/2008, l’affidamento diretto è ammesso per situazioni eccezionali che, a causa delle peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del territorio di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato: in tali circostanze la norma permette che l’affidamento possa avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipate dall’ente locale, che abbiano i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario per la gestione in house. Tale principio è confermato dall’art. 2 del d.P.R. 7 settembre 2010, n.168, ove è sancito che: ”Gli enti locali verificano la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali, limitando l'attribuzione di diritti di esclusiva, ove non diversamente previsto dalla legge, ai casi in cui, in base ad una analisi di mercato, la libera iniziativa economica privata non risulti idonea, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale ed efficienza, a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità, e liberalizzando in tutti gli altri casi le attività economiche compatibilmente con le caratteristiche di universalità ed accessibilità del servizio. All'esito della verifica l'ente adotta una delibera quadro che illustra l'istruttoria compiuta ed evidenzia, per i settori sottratti alla liberalizzazione, i fallimenti del sistema concorrenziale e, viceversa, i benefici per la stabilizzazione, lo sviluppo e l'equità all'interno della comunità locale derivanti dal mantenimento di un regime di esclusiva del servizio.” Il legislatore continua a considerare lo strumento dell’in house come mezzo non ordinario di affidamento, circostanza che rafforza la necessità che tale tipo di affidamenti risponda pienamente ai caratteri di rigore voluti dalla norma.