Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 19 del 09/02/2011 - rif. VISF/GE/10/49694

Deliberazione n. 19 del 09/02/2011 - rif. VISF/GE/10/49694 d.lgs 163/06 Articoli 56 - Codici 56.1
Le procedure di cui all’art. 57, comma 2, lett. b) e c) hanno carattere eccezionale, dal momento che le procedure ordinarie di selezione degli affidatari dei contratti pubblici sono quelle che consentono la più ampia partecipazione degli operatori economici: e ciò al fine di garantire, da un lato, l’impiego più efficiente ed efficace delle risorse pubbliche e, dall’altro, un equilibrato sviluppo del mercato di riferimento. In tal senso, quindi, il ricorso ai metodi in esame può essere considerato legittimo solo nei casi di accertata e dimostrabile impossibilità di agire. In ordine all’art. 57, comma 2, lett. c) si rileva che ogni situazione, per quanto in origine eccezionale, ove perdurante per un arco di tempo sufficientemente ampio, non può più considerarsi straordinaria e dunque non legittima l’utilizzo ulteriore di procedure derogatorie basate sul presupposto dell’imprevedibilità connesso alla necessità di garantire comunque il servizio. In ordine all’art. 57, comma 2, lett. b), nei casi di infungibilità del prodotto, non assoluta, ma relativa alle dotazioni esistenti, l’affidamento con procedura di acquisizione diretta deve essere sempre supportato da idonee indagini di mercato e/o documentazione scientifica volte ad assicurare oltre ogni ragionevole dubbio l’effettiva insostituibilità del prodotto richiesto. Laddove, infatti, risultasse possibile individuare prodotti potenzialmente equivalenti e perciò in grado di far conseguire i medesimi risultati voluti, si dovrebbe procedere all’espletamento di una procedura competitiva ad evidenza pubblica ovvero – per importi sotto-soglia – alla procedura prevista dall’art. 125 comma 11 del codice che prevede l’invito di 5 concorrenti (se presenti in tal numero sul mercato) assicurando così un grado minimo di “contendibilità” del mercato, funzionale al rispetto dei principi di cui all’art. 2 codice, che valgono – come noto – per ogni affidamento pubblico. L’Azienda dovrebbe curare in particolare: a) lo svolgimento di accurate indagini di mercato volte a verificare il grado di infungibilità dei prodotti richiesti. Qualora, infatti, risultassero presenti sul mercato più soluzioni sostituibili tra loro ovvero “sufficientemente” integrabili con le apparecchiature/strutture esistenti, l’amministrazione potrebbe valutare l’opportunità di predisporre una procedura selettiva, anche sulla base dell’art. 83 del codice dei contratti e quindi inserire, nell’ambito del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, elementi di merito tecnico tesi a premiare le soluzioni che meglio si integrano con quanto già in dotazione; b) nei casi di accertata esistenza di un’unica soluzione compatibile con quanto già in dotazione presso le varie strutture, l’amministrazione potrebbe valutare l’opportunità di effettuare un’analisi costi/benefici tesa a confrontare i costi totali attesi dell’acquisizione mediante procedura competitiva di una nuova soluzione/apparecchiatura – costi nei quali sono inclusi anche i costi di “switch”, cioè dismissione del vecchio sistema e di passaggio al nuovo – rispetto a quelli relativi alla sola integrazione/aggiornamento dell’esistente. Tale analisi permetterebbe di valutare la convenienza tecnico/economica delle due opzioni percorribili – integrazione/aggiornamento vs. sostituzione – per prodotti molto specialistici e soggetti ad innovazione tecnologica come le apparecchiature e la strumentazione medicali.