Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 7 del 19/01/2011 - rif. VISF/GE/09/47182.

Deliberazione n. 7 del 19/01/2011 - rif. VISF/GE/09/47182. d.lgs 163/06 Articoli 56 - Codici 56.1
A seguito delle nuove disposizioni di cui all’art. 23 della Legge 18 aprile 2005, n. 62 recante Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee (Legge comunitaria 2004), la giurisprudenza amministrativa si è pronunciata in modo costante ed univoco a sfavore della rinnovabilità/prorogabilità dei contratti quali strumenti abituali alternativi alle normali procedure concorsuali di affidamento. Siffatta consolidata giurisprudenza ha sottolineato il carattere temporaneo delle proroghe, volte ad estendere il contratto in essere per il periodo strettamente necessario alla effettuazione delle normali procedure di scelta del contraente per il nuovo appalto, e la loro funzione di strumento atto ad assicurare il passaggio da un regime contrattuale ad un altro nel rispetto del principio di buon andamento dell’azione amministrativa sancito dall’art. 97 della Costituzione. Il ricorso alla proroga reiterato per periodi talmente prolungati da eccedere quello strettamente necessario all’individuazione del nuovo contraente non può considerarsi legittimo.
Deliberazione n. 7 del 19/01/2011 - rif. VISF/GE/09/47182. d.lgs 163/06 Articoli 28 - Codici 28.5
Pur essendo accorpati, per motivi di affinità merceologica, in un unico momento competitivo, i lotti devono essere sempre considerati affidamenti separati ed indipendenti; sia la documentazione di gara sia le offerte dei concorrenti devono essere riferite al singolo lotto, il quale è accompagnato dalla stipula di uno specifico contratto di fornitura al termine dell’iter di affidamento. Pertanto, ai fini della correttezza della procedura di gara è imprescindibile che la stazione appaltante pervenga ad una congrua stima dell’importo a base di gara per ciascun lotto e che quindi affidi il relativo contratto ad un prezzo ad esso non superiore.
Deliberazione n. 7 del 19/01/2011 - rif. VISF/GE/09/47182. d.lgs 163/06 Articoli 28 - Codici 28.1
L’affidamento di un contratto ad un importo superiore a quello a base di gara appare illegittimo poiché frutto di un’offerta inammissibile; in tal caso si dovrebbe procedere all’esclusione delle relative offerte ovvero all’avvio di una procedura previa pubblicazione del bando di gara ai sensi dell’art. 56 comma 1, lett. a) del codice qualora tutte le offerte pervenute risultino inammissibili; ciò al fine ultimo di consentire uno svolgimento corretto e trasparente del confronto competitivo, che avrebbe potuto coinvolgere eventuali operatori economici inizialmente disincentivati a partecipare ad una gara il cui valore massimo era ritenuto inadeguato alla copertura dei costi di produzione ovvero al conseguimento di sufficienti margini di profitto.
Deliberazione n. 7 del 19/01/2011 - rif. VISF/GE/09/47182. d.lgs 163/06 Articoli 2, 28 - Codici 2.1, 28.1
Al di fuori delle previsioni normative dell’art. 56 ovvero della rettifica della documentazione di gara volta a ristabilire la congruità dei valori a base d’asta, gli affidamenti di contratti ad importi superiori al valore massimo stimato devono considerarsi illegittimi e, più in generale, lesivi dei principi generali di correttezza e trasparenza, nonché di economicità sanciti dall’art.2 del codice.
Deliberazione n. 7 del 19/01/2011 - rif. VISF/GE/09/47182. d.lgs 163/06 Articoli 56 - Codici 56.1
Sia nella precedente cornice normativa (D.Lgs.n°358/1992) che nell’attuale impostazione del codice dei contratti pubblici, le procedure negoziate senza bando assumono carattere eccezionale e sono ammesse nei soli casi tassativamente previsti.
Deliberazione n. 7 del 19/01/2011 - rif. VISF/GE/09/47182. d.lgs 163/06 Articoli 84 - Codici 84.1
Le offerte economiche devono essere aperte solo dopo la valutazione della documentazione tecnico-amministrativa, a seguito della quale, se non presentano i requisiti indicati nel bando/capitolato, vanno escluse e mantenute nella busta chiusa nel rispetto del principio di segretezza. La carenza di competenze specifiche tra i membri del collegio di gara si pone in contrasto con l’art. 84 comma 2 del codice. Come ormai chiarito dalla giurisprudenza in materia, nelle procedure a evidenza pubblica indette per l'aggiudicazione di appalti con la pubblica amministrazione le commissioni giudicatrici devono essere composte in prevalenza da commissari esperti, muniti di adeguata competenza tecnica nelle materie oggetto della gara, in modo che il collegio di gara sia in grado di apprezzare i contenuti tecnici delle offerte presentate. La giurisprudenza ha evidenziato come l’amministrazione si debba fare carico di effettuare un rigoroso accertamento preliminare del possesso dei requisiti in capo ai soggetti che intenda investire della delicata funzione di membro di un organo tecnico. Sia la giurisprudenza sia la stessa Autorità ammettono la possibilità di nominare commissari esterni, nel rispetto dei limiti fissati dall’art. 84 comma 8, cioè ove ricorrano particolari condizioni, e in caso di accertata carenza in organico di adeguate professionalità. In ogni caso rimane aperta la possibilità per la stazione appaltante di affiancare la commissione con uno o più esperti esterni con funzioni di consulenza e di assistenza professionale nel circoscritto settore in cui l’organo collegiale viene eventualmente a necessitare di supporto.