Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 51 del 18/05/2011 - rif. VISF/GE/10/48517

Deliberazione n. 51 del 18/05/2011 - rif. VISF/GE/10/48517 d.lgs 163/06 Articoli 1, 32 - Codici 1.1, 32.1
In considerazione di quanto prescritto dall’art. 7, comma 2, e dall’art. 8 della legge 362/1991, non sembra possa ritenersi compatibile con l’esercizio del servizio farmaceutico lo svolgimento di alcuna altra attività; sul punto, si è già espressa anche la Corte dei Conti, escludendo la possibilità che un comune possa procedere alla costituzione di società che, unitamente alla gestione di farmacia comunale, svolga altra attività di natura del tutto diversa e “che non sia finalizzata alla tutela dell’interesse pubblico, al corretto svolgimento del servizio farmaceutico ed alla salvaguardia del bene salute” . Ad ogni modo, ove la costituzione di altra società di servizi si rivelasse particolarmente onerosa, è da ritenersi quantomeno necessario mantenere ben distinte le diverse contabilità, condizione comunque riscontrata nel caso di specie. Quanto alla natura del servizio farmaceutico, giova poi rilevare da un lato che una chiara rilevanza pubblicistica ne legittima il peculiare regime autorizzatorio, caratterizzato dall’imposizione di limitazioni territoriali e requisiti soggettivi; infatti, proprio in ragione dell’attinenza di questa attività al servizio pubblico sanitario, anche secondo recenti pronunce della Corte di Giustizia, le limitazioni previste dal legislatore nazionale non si pongono in contrasto con le regole del Trattato sul mercato comune. Al contempo, però, resta ferma la natura commerciale dell’attività che, pur nella prospettiva del pubblico interesse, è in ogni caso organizzata in forma di impresa.