Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 66 del 06/07/2011 - rif. Fascicolo 1005.10

Deliberazione n. 66 del 06/07/2011 - rif. Fascicolo 1005.10 d.lgs 163/06 Articoli 132 - Codici 132.1
La perizia di variante non sottoposta per il visto al progettista originario è in contrasto con il comma 1 dell’art. 132 del Codice dei Contratti; inoltre laddove firmata da un professionista incaricato quale consulente esterno della SA, la stessa è in contrasto con quanto affermato dall’Autorità con la delibera n. 76 del 2005, relativamente all’affidamento degli incarichi professionali a supporto di attività di progettazione delle SA, nella quale è stato ribadito che “la “consulenza esterna” per la progettazione di lavori pubblici non è contemplata dalla vigente normativa regolante la specifica materia”, ricordando che “alle amministrazioni è consentito avvalersi di consulenti esterni, ma in casi eccezionali e debitamente motivati (cfr. la recente Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica del 15 luglio 2004)”.
Deliberazione n. 66 del 06/07/2011 - rif. Fascicolo 1005.10 d.lgs 163/06 Articoli 10, 97 - Codici 10.3, 97.1
Non è conforme alla disciplina di settore il comportamento della stazione appaltante che abbia indetto una gara, stipulato il relativo contratto d’appalto ed infine proceduto alla consegna dei lavori all’impresa aggiudicatrice, senza avere la disponibilità dell’area oggetto dell’intervento, il tutto in violazione dell’art. 47 del DPR 554/99 che prescrive che prima della approvazione del progetto, il Responsabile del procedimento procede in contraddittorio con i progettisti a verificare l’acquisizione di tutte le approvazioni ed autorizzazioni di legge, necessarie ad assicurare l’immediata cantierabilità del progetto. Pertanto, non è giustificabile da parte della SA l’indizione della gara dell’appalto senza poter consentire all’impresa l’inizio dei lavori, ma soprattutto senza aver avviato la relativa procedura di esproprio per pubblica utilità. L’art. 12, 1° comma t.u. sugli espropri (DPR 327/2001 e ss.mm.ii.) prevede che la dichiarazione di pubblica utilità si intende disposta quando l'autorità espropriante approva a tale fine il progetto definitivo dell'opera pubblica. Pertanto, la SA deve mettere in atto tutte le procedure e gli atti necessari per giungere all’occupazione dell’area oggetto dell’intervento, al fine di consentire all’impresa di realizzare l’opera.