Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 18 del 08/05/2013 - rif.

Deliberazione n. 18 del 08/05/2013 - rif. d.lgs 163/06 Articoli 142, 156 - Codici 142.1, 156.1
La previsione contrattuale richiesta dall’art. 156, comma 3, del D. Lgs. n. 163/2006, di smobilizzare quote dei soci qualificati, per essere ammessa tra le clausole contrattuali Concessionario-Concedente, deve discendere dalla lex specialis alla stregua di tutti gli elementi dell’offerta suscettibili della tutela della parità di condizioni tra i concorrenti. Diversamente, la modifica societaria in assenza di disciplina contrattuale, dissimula una rinegoziazione del contratto non consentita dalla normativa e dalla giurisprudenza poiché in violazione dei principi di parità di condizioni dei concorrenti. Qualora si intenda annettere un socio pubblico nella compagine societaria del Concessionario, si viola il principio della parità di condizioni dei concorrenti di cui all’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 163/2006, ove si proceda per cooptazione dello stesso, senza la copertura del bando di gara. L’affidamento diretto di lavori o servizi di gestione da parte della società di progetto a un proprio socio, è esplicitamente ammesso dal comma 2, dell’art. 156, del D. Lgs. n.163/2006. Di contro, In caso di affidamento da parte di un concessionario a soggetti esterni alla sua compagine societaria, occorre rispettare i vincoli posti dal citato art. 156, e, in particolare, l’apposita previsione nel contratto di concessione, sia per garantire le esigenze di qualificazione, sia la parità di condizioni dei concorrenti, i quali, devono poter conoscere a priori la disponibilità della stazione appaltante a prendere parte all’operazione indipendentemente dall’aggiudicatario.