Massime per Atto Ricercato: Deliberazione n. 18 del 12/11/2014 - rif.

Deliberazione n. 18 del 12/11/2014 - rif. d.lgs 163/06 Articoli 2, 94 - Codici 2.1, 94.1.1
Oggetto: fascicolo 2208/2013 - Lavori di valorizzazione di tematismi naturalistici dell’area delle Gravine del comune di Laterza – Asse IV Linea 4.4. Interventi per la rete ecologica- È necessario un adeguato approfondimento del progetto esecutivo ad un livello tale da definire in modo compiuto l’opera da realizzare, al fine di garantire la possibilità di individuare le singole parti dell’opera ed assicurare la puntuale rispondenza della medesima agli elaborati grafici e alle specifiche tecniche. Nel caso di specie, il progetto esecutivo risulta carente anche sotto il profilo grafico, se le tavole grafiche progettuali dell’ intervento di completamento, planimetrie o sezioni o prospetti o particolari costruttivi, non distinguono palesemente le opere da realizzarsi dalle opere già realizzate. Dette carenze progettuali hanno determinato una lesione del principio di par condicio tra tutti i concorrenti partecipanti alla gara, consentendo alla sola impresa esecutrice dei lavori del primo stralcio, l’unica a conoscere la reale situazione dello stato di fatto e con una chiara conoscenza delle opere a farsi, di presentare la migliore offerta, tanto da essere risultata poi aggiudicataria dell’appalto in argomento
Deliberazione n. 18 del 12/11/2014 - rif. d.lgs 163/06 Articoli 197, 53 - Codici 197.1, 53.1.3
La scelta tra i due sistemi alternativi di remunerazione dell’appalto (“a corpo” o “a misura”) resta rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione procedente, soprattutto quando la gara abbia ad oggetto il restauro di un immobile soggetto a vincolo storico-artistico o, come nel caso di specie, immobile avente caratteristiche similari. Infatti, l’art. 204, secondo comma, del d.lgs. 163/2006 (secondo cui «I contratti di appalto dei lavori indicati all’art. 198 possono essere stipulati a misura, in relazione alle caratteristiche dell’intervento oggetto dell’appalto»), generalizza l’ammissibilità del corrispettivo “a misura” per gli appalti di lavori sui beni di interesse culturale e consente all’amministrazione di optare discrezionalmente per uno dei due criteri. Nel caso in esame non sono state rispettate le caratteristiche dell’appalto “a corpo”, ove il prezzo è determinato con la definizione di una somma fissa ed invariabile per la realizzazione di un’opera tecnicamente rappresentata negli elaborati progettuali, e l’opera deve essere descritta in modo estremamente preciso, attraverso un progetto molto dettagliato, l’appaltatore sopporta il rischio delle quantità rispetto al prezzo pattuito, ma sempre nell’ambito di quanto disegnato e progettato, senza che ciò legittimi la trasformazione dell’appalto in un contratto aleatorio. Pertanto, soltanto se il progetto esecutivo include tutti gli elaborati necessari, il concorrente è in grado di presentare un’offerta di ribasso rispetto all’importo individuato dalla stazione appaltante a “corpo” (cfr. Lodo arbitrale del 25.1.2010 n. 8/2010, AVCP deliberazione n. 51 del 21.2.2002).