Massime per Atto Ricercato: Parere di Precontenzioso n. 62 del 28/02/2008 - rif. PREC266/07

Parere di Precontenzioso n. 62 del 28/02/2008 - rif. PREC266/07 d.lgs 163/06 Articoli 15, 40 - Codici 15.1, 40.3
In caso di interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti di illuminazione pubblica – interventi senz’altro qualificabili alla stregua di lavori, in quanto esplicanti una modificazione della realtà fisica - qualora gli stessi siano di importo inferiore a 150.000 euro, il bando di gara deve prevedere espressamente il possesso, da parte dei concorrenti, di una professionalità qualificata che si traduce in un rapporto di analogia tra lavori eseguiti dal concorrente e quelli oggetto dell'appalto da affidare, intesa come coerenza tecnica fra la natura degli uni e degli altri, la cui valutazione è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante. Ai sensi dell’articolo 15 del d. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, infatti, l’operatore economico che concorre alla procedura di affidamento di un contratto misto deve possedere i requisiti di qualificazione e capacità prescritti per ciascuna prestazione.
Parere di Precontenzioso n. 62 del 28/02/2008 - rif. PREC266/07 d.lgs 163/06 Articoli 42 - Codici 42.1
Le amministrazioni possono richiedere alle imprese requisiti di partecipazione ad una gara di appalto e di qualificazione più rigorosi e restrittivi di quelli minimi stabiliti dalla legge, purché tali prescrizioni si rivelino rispettose dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, non limitino indebitamente l’accesso alla procedura di gara e siano giustificate da specifiche esigenze imposte dal peculiare oggetto dell’appalto. A tal riguardo, in una procedura di affidamento del servizio di manutenzione della pubblica illuminazione, la richiesta di aver effettuato almeno due servizi analoghi, di cui uno avente ad oggetto un numero di punti luce pari o superiore a quello della stazione appaltante, appare, seppure non manifestamente eccessivo, restrittivo comunque del mercato, soprattutto nel caso in cui la base d’asta sia stata erroneamente calcolata in eccesso rispetto al valore reale dell’affidamento.
Parere di Precontenzioso n. 62 del 28/02/2008 - rif. PREC266/07 d.lgs 163/06 Articoli 28, 64 - Codici 28.1, 64.1
La normativa comunitaria e nazionale in materia di appalti pubblici impone alle amministrazioni di definire il valore stimato dell’appalto sulla base delle reali condizioni di mercato, in modo da garantire, unitamente alla massima partecipazione, il migliore risultato economico per le amministrazioni stesse in relazione agli effettivi bisogni. L’importo posto a base d’asta deve essere, pertanto, congruo rispetto all’oggetto della prestazione e al concreto contenuto delle attività richieste. Una base d’asta eccessivamente elevata provoca un effetto distorsivo delle offerte, con la conseguenza di far apparire erroneamente anomali ed eccessivi anche ribassi corrispondenti alle reali condizioni di mercato, falsando il procedimento concorrenziale e violando il principio di buon andamento e di economicità dell’azione amministrativa.