Massime per Atto Ricercato: Parere di Precontenzioso n. 233 del 23/10/2008 - rif. PREC209/08/L

Parere di Precontenzioso n. 233 del 23/10/2008 - rif. PREC209/08/L d.lgs 163/06 Articoli 38, 4, 48 - Codici 38.1.1, 4.1, 48.1
Con riferimento alle procedure di gara esperite nella regione Sicilia per l’affidamento di appalti di lavori, nonostante l’art. 75 del d.P.R. 1 dicembre 1999, n. 554, non menzioni, nella lett. c), le condanne inflitte con decreto penale, facendo esplicito riferimento solo a quelle riportate con sentenza di condanna passata in giudicato e di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 c.p.p, il concorrente, tuttavia, ha l’obbligo di dichiarare in sede di offerta anche le condanne riportate con decreto penale. Nel caso in cui la dichiarazione richiesta e resa ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. n. 554/1999 e s.m. risulti non veritiera trova applicazione, innanzitutto, l’art. 75 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, secondo il quale, fermo restando quanto previsto relativamente alle sanzioni penali, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera. Di qui la legittimità dell’annullamento dell’aggiudicazione provvisoria da parte della S.A., dato che nella specie il “beneficio conseguito”, in funzione del quale la falsa dichiarazione è stata resa, è propriamente costituito dall’aver partecipato alla gara e dall’aver ottenuto l’aggiudicazione provvisoria dell’appalto. Inoltre, trattandosi di dichiarazione mendace, sussiste anche l’obbligo di segnalazione a questa Autorità, ai sensi dell’art. 10, comma 1 quater della legge 11 febbraio 1994, n.109, nel testo coordinato con la Legge Regionale della Sicilia 2 agosto 2002, n. 7. (cfr. determinazione 3/2003).