Massime per Atto Ricercato: Parere di Precontenzioso n. 114 del 19/07/2012 - rif. PREC 45/12/S

Parere di Precontenzioso n. 114 del 19/07/2012 - rif. PREC 45/12/S d.lgs 163/06 Articoli 86 - Codici 86.1
Verifica delle offerte anormalmente basse – modificabilità delle giustificazioni richieste ai sensi dell’art. 87 del d.lgs. n. 163/2006- Il principio costantemente affermato dalla giurisprudenza amministrativa in tema di anomalia dell’offerta prevede che la verifica condotta dalla stazione appaltante non debba assumere quale oggetto esclusivo la ricerca di specifiche inesattezze dell’offerta economica o delle giustificazioni, ma debba tendere alla formulazione di un giudizio globale e sintetico sulla serietà ed affidabilità dell’offerta nel suo insieme. In particolare, si è chiarito che mentre l’offerta economica è immodificabile da parte dei concorrenti, modificabili sono invece le giustificazioni. Sono senz’altro ammesse giustificazioni sopravvenute e compensazioni tra sottostime e sovrastime, così come non può vietarsi un limitato rimaneggiamento di taluni elementi delle giustificazioni stesse, purché l’offerta contrattuale non risulti alterata e venga ritenuta nel suo complesso affidabile al momento dell’aggiudicazione. In sede di verifica dell’anomalia deve ritenersi possibile che, a fronte di determinate voci di prezzo giudicate eccessivamente basse e dunque inattendibili, l’impresa dimostri che, per converso, altre voci di prezzo sono state inizialmente sopravvalutate e che, in relazione a queste, essa è in grado di conseguire un concreto, effettivo, documentato e credibile risparmio che permette di compensare il maggior costo di altre voci (così, di recente, Cons. Stato, sez. VI, 24 agosto 2011 n. 4801; Id., sez. VI, 21 maggio 2009 n. 3146; Id., sez. VI, 7 marzo 2008 n. 1007).
Parere di Precontenzioso n. 114 del 19/07/2012 - rif. PREC 45/12/S d.lgs 163/06 Articoli 86 - Codici 86.1
Non può essere individuata, ai fini del giudizio di anomalia, una soglia rigida di utile al di sotto della quale l’offerta debba considerarsi sempre incongrua, dovendosi invece avere riguardo alla serietà della proposta contrattuale globalmente considerata, fermo restando che soltanto il totale azzeramento dell’utile non è giustificabile (cfr. Cons. Stato, sez. VI, 16 gennaio 2009 n. 215).