Massime per Atto Ricercato: Parere di Precontenzioso n. 123 del 19/07/2012 - rif. PREC 98/12/S

Parere di Precontenzioso n. 123 del 19/07/2012 - rif. PREC 98/12/S d.lgs 163/06 Articoli 81 - Codici 81.1
Artt. 81, comma 3 bis e 87 del d.lgs. n. 163/2006- Nessuna violazione della disposizione contenuta nell’art. 81, comma 3-bis del D.lgs. n. 163/2006, ancora in vigore alla data di presentazione delle offerte (29 novembre 2011), è stata compiuta dalla stazione appaltante per la mancata esclusione di tutte le offerte che hanno presentato un importo del costo del personale inferiore a quello stabilito dalle tabelle ministeriali. Nella vigenza della norma (abrogata a far data dal 28.12.2011), l’interpretazione di questa Autorità è nel senso che l’art. 81, comma 3-bis impone sempre alle stazioni appaltanti e alle imprese di accertare la congruità delle offerte sulla base della verifica della compatibilità delle scelte organizzative e produttive effettuate dal concorrente con la normativa concernente i minimi salariali contrattuali della manodopera. Invero,“questa conclusione trova il proprio fondamento nella stessa disposizione, dal momento che affermare che l’offerta migliore (l’offerta aggiudicataria) è determinata al netto delle spese relative al costo del personale valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale sembra significare che le offerte dei concorrenti (ed in particolare quella del concorrente risultato aggiudicatario) non possono essere giustificate sulla base di un mancato rispetto dei livelli e dei minimi contrattuali del personale necessario, come del resto prevede l’articolo 87, comma 3 del Codice, non modificato; di conseguenza, il ribasso offerto può essere giustificato da un’organizzazione imprenditoriale più efficiente e dall’impiego di attrezzature che rendano il lavoro della manodopera più produttivo, tutelando al contempo il costo del personale”(Parere sulla Normativa 4 aprile 2012 – rif. REG 17/2012). Seguendo questo indirizzo interpretativo, dall’applicazione della norma di cui all’art. 81, comma 3-bis non sarebbe derivato l’obbligo di individuazione ex ante del costo del personale, ma semplicemente quello di effettuare la verifica della congruità del lavoro su due piani distinti, aventi ad oggetto, il primo, la verifica della produttività presentata dal concorrente, il secondo, il livello e il numero del personale necessari per garantire tanto la produttività quanto i corrispondenti minimi salariali indicati nelle giustificazioni prodotte.
Parere di Precontenzioso n. 123 del 19/07/2012 - rif. PREC 98/12/S
Nella vigenza della lett. g) dell’art. 87 (abrogata a far data dal 6 dicembre 2011) che consente di presentare giustificazioni relative al “costo del lavoro come determinato periodicamente in apposite tabelle dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali…”, le tabelle ministeriali sul costo del lavoro non hanno carattere dirimente ai fini della declaratoria di incongruità delle offerte economiche presentate. Infatti, “Nelle gare d'appalto, ai fini della verifica della congruità dell'offerta, le tabelle ministeriali di cui alla L. 7 novembre 2000 n. 327 relative al costo del lavoro non sono inderogabili, in quanto indicano valori medi suscettibili di scostamenti sui quali all'Impresa è consentito fornire giustificazioni, ove si tenga presente che le tabelle in questione non si propongono di determinare una misura del costo del lavoro rilevante agli effetti degli appalti pubblici in via autoritativa, quale intervento regolatorio sui prezzi a fini amministrativi” (cfr. Cons. Stato, Sez. V, n. 2835 del 9 giugno 2008; Tar Sardegna, Sez. I , n. 1160 del 30 novembre 2011).