Massime per Atto Ricercato: Parere di Precontenzioso n. 130 del 24/07/2013 - rif. PREC 63/13/S

Parere di Precontenzioso n. 130 del 24/07/2013 - rif. PREC 63/13/S d.lgs 163/06 Articoli 37 - Codici 37.1
art. 37 del Codice – appalti di servizi – possibilità di costituire a.t.i. verticale in assenza di distinzione nel bando di gara tra prestazioni principali e secondarie – esclusione. art. 41 del Codice – requisiti di capacità economica e finanziaria – mancata previsione nel bando di gara – illegittimità- Sia la prevalente giurisprudenza amministrativa che l’Autorità hanno chiarito che, per gli appalti di servizi e forniture, l’art. 37, secondo comma, del D. Lgs. n. 163/2006 consente di costituire raggruppamenti di tipo verticale e, quindi, di ripartire le prestazioni richieste tra le imprese associate secondo la natura principale o secondaria ed in relazione alle rispettive qualificazioni, a condizione che la stazione appaltante abbia espressamente indicato nel bando di gara quali di esse abbiano tale connotazione: la possibilità di costituire a. t. i. verticali, e conseguentemente la loro ammissione in gara, è, pertanto, subordinata alla puntuale individuazione nel bando di gara delle prestazioni principali e di quelle secondarie (cfr. Cons. Stato, sez. III, 9 maggio 2012, n. 2689; TAR Puglia, Bari, sez. I, 29 maggio 2013 n. 869; A.V.C.P., parere 21 novembre 2012 n. 196; Id., parere 13 marzo 2013 n. 36). Ne consegue che non è possibile rimettere alla libera scelta dei concorrenti l’individuazione delle prestazioni principali e di quelle secondarie (con elusione della norma in materia di responsabilità solidale), in assenza di apposita previsione del bando di gara (cfr. TAR Liguria, sez. II, 29 maggio 2008 n. 1150).
Parere di Precontenzioso n. 130 del 24/07/2013 - rif. PREC 63/13/S d.lgs 163/06 Articoli 41 - Codici 41.1
Non richiedere in alcun modo nel bando di gara la dimostrazione della capacità economica e finanziaria dei concorrenti configura violazione dell’art. 41 del D. Lgs. n. 163/2006. La norma riproduce l’analoga previsione contenuta nell’art. 47 della Direttiva 2004/18/CE e pone, a carico e nell’interesse delle Amministrazioni committenti, l’obbligo di specificare i requisiti di affidabilità finanziaria delle imprese concorrenti. La giurisprudenza ha affermato che il bando di gara può legittimamente limitarsi, ad esempio, a richiedere soltanto la prova di un determinato fatturato nell’ultimo triennio, senza nulla disporre in ordine alle referenze bancarie (cfr. Cons. Stato, sez. V, 29 aprile 2010 n. 2458), ma non può ammettersi che la discrezionalità dell’Amministrazione si spinga fino al punto di eliminare dalla lex specialis di gara qualsivoglia riferimento alle condizioni di solidità economica e finanziaria, che le imprese concorrenti devono possedere e dimostrare ai fini della partecipazione.