Massime per Atto Ricercato: Parere sulla Normativa del 26/09/2013 - rif. AG 30/13

Parere sulla Normativa del 26/09/2013 - rif. AG 30/13 d.lgs 163/06 Articoli 206, 207 - Codici 206.1, 207.1
richiesta di parere Ministero Infrastrutture e Trasporti – qualificazione della società Interporto Regionale della Puglia S.p.a. quale ente aggiudicatore ai sensi della Parte III del D.Lgs. 163/2006- L’art. 218 del D. Lgs. n. 163/2006, nel codificare l’ammissibilità dell’affidamento in house agli appalti stipulati da un ente aggiudicatore con un’impresa collegata, ha introdotto una deroga eccezionale al principio generale della necessità della procedura ad evidenza pubblica, limitandolo al caso in cui si realizza il rapporto di immedesimazione tra ente affidante ed ente affidatario, fattispecie che si concretizza quando sussiste un rapporto di collegamento così come definito dall’art. 3, comma 28, del D. Lgs. n. 163/2006, e quando il fatturato dell’ente affidatario sia stato realizzato per l’80% nei confronti dell’ente affidante. La legittimazione della deroga si fonda sulla valenza riconosciuta dal legislatore al rapporto di collegamento, in forza del quale l’impresa collegata si qualifica come una promanazione del soggetto aggiudicatore, secondo la definizione fornita dall’art. 218, comma 1. L’affidamento diretto dei servizi di progettazione da parte di un ente aggiudicatore ad una società interamente partecipata può dirsi legittimo nei limiti in cui siano rispettati i requisiti previsti dall’art. 218. Al di fuori della deroga espressamente prevista per i rapporti tra ente aggiudicatore ed impresa collegata, qualora l’impresa collegata non esegua direttamente i servizi e/o i lavori affidatigli, essa è tenuta alla selezione dei terzi affidatari nel rispetto delle norme dell’evidenza pubblica, in quanto, per il solo fatto di essere stata assegnataria diretta dei servizi e lavori dal soggetto aggiudicatore in assenza di gara, ha assunto essa stessa la funzione di ente aggiudicatore, ai sensi dell’art. 207 D.lgs. n. 163/2006 (cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, n. 5007/2001).