Determinazione n. 11 del 17/11/1999

G.u. S.O. N. 71 del 10.05.2000

Oggetto: Individuazione della nozione di "chiunque ne abbia interesse" per le richieste di ispezioni

In base alla disposizione di cui alla seconda proposizione del primo periodo del comma 6. dell'art.4 della legge n. 109/1994 e successive modificazioni ed integrazioni, l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici "anche su richiesta motivata di chiunque ne abbia interesse, può disporre ispezioni". Risulta, pertanto, che il relativo procedimento può avere origine da un atto di iniziativa d'ufficio della stessa Autorità, ovvero da una sollecitazione da parte di altro distinto soggetto.

La legittimazione alla proposizione della "richiesta", come in precedenza intesa a norma del comma 6 dell'art.4 della legge 109/1994 in esame compete a "chiunque ne abbia interesse".

Concettualmente, la disposizione si ricollega, oltre che a meno recenti disposizioni in materia edilizia, alla norma di cui all'art.9 della legge 7 agosto 1990, n.241, sul procedimento amministrativo, in base alla quale "qualunque soggetto, portatore di interessi, pubblici o privati, nonchè i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento". La norma della legge quadro sui lavori pubblici e quella sul procedimento amministrativo, seppur riferite a diversi momenti del procedimento,vanno, tuttavia, interpretate in maniera omogenea anche in relazione al contesto normativo normativo generale di riferimento. così come per l'art.9 della legge 241/90, nel caso di cui all'art.4 della legge 109/1994 legittimata a proporre una richiesta di ispezione non è, pertanto, una qualsivoglia richiesta figura soggettiva; un tale potere, infatti, viene riconosciuto esclusivamente ai soggetti che dal suo espletamento potrebbero ricevere una particolare utilità o un particolare vantaggio ed a nulla rilevando che l'utilità ovvero il vantaggio siano propri anche di altri soggetti che versino nella stessa situazione del richiedente. E' necessario, poi, che il vantaggio o l'utilità perseguiti siano correlati ad interessi giuridicamente rilevanti sotto il profilo oggettivo, e non pertengano invece a mere aspirazioni individuali e, in ogni caso, non implichino pretese pretestuose, vessatorie o comunque emulative. In definitiva, pertanto, non appare sufficiente per poter riconoscere la legittimazione alla proposizione dell'istanza di ispezione il solo riferimento ad una possibile evenienza di un risultato personalmente favorevole, occorrendo l'ulteriore condizione che tale evenienza attenga ad un bene della vita del richiedente, soggetto singolo o collettivo, oggettivamente rilevante e comunque direttamente o indirettamente collegato al potere di cui viene sollecitata l'esplicazione.

Nel caso, poi, di richieste provenienti da organismi esponenziali d'interessi diffusi o collettivi, la rilevanza dell'interesse va considerata in base ai criteri già individuati in sede di pplicazione della norma sul procedimento amministrativo sopra citata, nonchè dei principi giurisprudenziali in materia di poteri di iniziativa o di intervento in giudizio nei procedimenti medesimi.

Sulla base diqueste indicazioni andrà, poi, verificata, caso per caso, l'effettiva sussistenza della legittimazione a formulare la richiesta di accertamenti. Questi potranno, comunque, essere disposti, d'ufficio, anche nell'ipotesi in cui il richiedente sia privo di legittimazione, qualora a giudizio dell'Autorità i fatti segnalati abbiano effettiva rilevanza per il rispetto dei principi di cui all'art.1 della legge 11 febbraio 1994, n.109.