Deliberazione n.110 del 09/06/04

GE-IP/203/2004

Oggetto: Oggetto:| Bando di gara per pubblico incanto per l'affidamento in appalto dei lavori di raddoppio dei filtri a sabbia presso la centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro. Importo a base d'asta Euro . 724.606.Articolo 30, comma 1, lettera b) del DPR 25 gennaio 2000, n. 34

Stazione Appaltante: ACOSEA S.p.A.- Ferrara

Esponenti: GECOL S.a.s. - Genova

Il Consiglio

 

VISTA la legge quadro sui lavori pubblici, legge 11 febbraio 1994, n. 109;

 

VISTO il DPR 25 gennaio 2000, n. 34

 

VISTA la relazione redatta dal Servizio Ispettivo

 

Considerato in fatto

 

Con nota pervenuta in data 24/03/04 l'impresa GECOL Sas di Genova ha segnalato a questa Autorità la presunta non conformità alla norma del bando di gara relativo all'appalto in oggetto.

In particolare, l'esponente ha rappresentato che l'amministrazione, ai sensi del DPR 25 gennaio 2000, n. 34, avrebbe erroneamente individuato come categoria prevalente la OG6, in luogo della specifica categoria OS22 prevista dalla legge per la tipologia dei lavori in appalto, che si sostanziano nel completamento di un impianto di potabilizzazione delle acque.

Il Servizio Ispettivo, con nota in data 26/03/04, ha invitato la stazione appaltante a far conoscere le proprie valutazioni in ordine a quanto specificamente rilevato dall'esponente ed a trasmettere copia della documentazione posta a base di gara.

Con nota pervenuta in data 14/04/04 l'amministrazione ha riscontrato la suddetta richiesta, evidenziando che "la parte preponderante dell'appalto complessivo è costituita da opere civili e la parte preponderante delle opere meccaniche è costituita da normali tubazioni in acciaio". L'amministrazione ha inoltre precisato che le opere civili rappresentano in concreto circa il 58,30% del totale delle lavorazioni previste; tali opere ricomprendono, tra l'altro, lavorazioni relative alla realizzazione di fondazioni indirette su pali (11,74%). Le residuali lavorazioni, dell'incidenza percentuale del 41,70%, sono invece relative ad opere meccaniche (38,71%) ed opere elettriche.

La stazione appaltante, ritenendo di interpretare correttamente le specifiche disposizioni di cui al citato DPR n. 34/00 e relativo allegato A, ha ritenuto conseguentemente che "la categoria da richiedere per l'appalto in oggetto dovesse appartenere alle "OG" in quanto la prevalenza di opere civili e la presenza di impianti determinano la necessità che la Ditta aggiudicataria abbia la capacità di costruire un'opera nella quale sono presenti una pluralità di specifiche lavorazioni, fornendo un adeguato coordinamento tecnico e competenza nella gestione generale tecnico-amministrativa di lavori pubblici"; competenze queste, invece, non richieste nelle categorie "OS", che prevedono unicamente opere od interventi specialistici.

Da ultimo, l'amministrazione ha fatto presente che in data 25/03/04 è stata esperita l'asta pubblica per l'aggiudicazione dei lavori, che risultano ora in fase di aggiudicazione definitiva.

 

Ritenuto in Diritto

 

Il bando di gara in questione si riferisce ai lavori di raddoppio dei filtri a sabbia presso la centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro (FE), dell'importo presunto di Euro 724.606. Nello stesso viene indicata come categoria prevalente, ai sensi dell'articolo 30, comma 1, lettera b) del DPR 25 gennaio 2000, n. 34, la OG6, III classifica.

Tale scelta è basata sulle considerazioni dell'amministrazione sopra richiamate circa la prevalenza nell'appalto di opere civili ed opere impiantistiche ordinarie.

Devesi, al riguardo, osservare che la declaratoria della categoria di opera generale OG6 relativa ad acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere di irrigazione e di evacuazione si riferisce ad opere infrastrutturali a rete complesse, tra cui gli acquedotti, nell'ambito delle quali è possibile sovente riconoscere sub-tipologie di opere (per es. opere di captazione, impianti di potabilizzazione, condotte, impianti di sollevamento, serbatoi, ecc.) e conseguentemente, in molti casi, "specifiche lavorazioni che costituiscono, di norma, parte del processo realizzativo di un'opera o di un intervento e necessitano di una particolare specializzazione e professionalità". Qualora si verifichi tali ultima eventualità, peraltro, nel rispetto delle indicazioni normative e dei chiarimenti formulati nella nota illustrativa ai bandi tipo pubblicati sul supplemento ordinario n. 18 alla Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2002, ed in coerenza con il principio di non assorbenza più volte richiamato dall'Autorità in precedenti determinazioni sull'argomento, occorre procedere allo scorporo di siffatte lavorazioni riconducibili alle diverse categorie di opere specializzate, indicandole espressamente nel bando di gara.

Nel caso di specie, invero, le lavorazioni in appalto, a prescindere dalla loro intrinseca natura, riguardano unicamente il completamento di un'infrastruttura già funzionante attraverso l'ampliamento del sistema dei filtri a sabbia per la potabilizzazione dell'acqua. Tale complesso di lavorazioni si configura, comunque, come un sottoinsieme di quelli previsti dalla specifica categoria di opere specializzate OS 22 relativa alla realizzazione/manutenzione degli impianti di potabilizzazione e depurazione delle acque, e deve, quindi, necessariamente ricondursi alla medesima.

Si rileva, inoltre, che la declaratoria di tale categoria non opera nessuna distinzione tra le opere elettromeccaniche ed edili, precisando che la stessa comprende la costruzione, la manutenzione o ristrutturazione di impianti di potabilizzazione delle acque e di depurazione di quelle reflue, compreso il recupero del biogas e la produzione di energia elettrica, completi di ogni connessa opera muraria, complementare o accessoria, puntuale o a rete.

La suddetta circostanza rileva, in particolare, con riferimento ai requisiti di qualificazione da richiedere ai concorrenti ai sensi del DPR 25 gennaio 2000, n. 34.

Le indicazioni esposte, alla luce delle precisazioni della giurisprudenza del giudice amministrativo, costituiscono i presupposti di un procedimento di riesame, inteso a valutare la possibilità di adozione di provvedimento di autotutela, nel senso di annullamento o modifica delle determinazioni che sono state oggetto delle indicazioni suddette, ovvero di rivalutazione degli indirizzi assunti. Rivalutazione che non potrà, ovviamente, non tener conto, per la scelta dell'indirizzo da adottare, accanto a quanto sopra rilevato, degli elementi di fatto e dei motivi di specifico interesse pubblico che attengono alla fattispecie esaminata.

Delle conclusioni di questa attività di riesame il responsabile del procedimento vorrà dare comunicazione ai sensi dell'articolo 4, comma 7 della legge 109/94 entro il termine indicato di seguito.

 

In base a quanto sopra considerato,

 

Il Consiglio

 

Rileva

 

che l'esaminato bando di gara non risulta conforme, nei sensi su indicati, all'articolo 30, comma 1, lettera b) del DPR 25 gennaio 2000, n. 34.

 

Manda

 

al responsabile del procedimento per le valutazioni di competenza ai fini del procedimento di riesame alla stregua delle indicazioni di cui in motivazione, valutazione da comunicare entro il termine di 30 giorni dalla notificazione della presente.