Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici

Deliberazione n. 75 Adunanza del 19.07.2005

GE/557-05


Oggetto: Progetto per la realizzazione di un nuovo centro infanzia ai sensi della L.R. 32/1990 nell'edifico in Quinzano denominato "ex Casa Padronale". Affidamento di incarico attinente all'architettura ed ingegneria.



Amministrazione aggiudicatrice: ex IPAB di Verona ora I.CI.S.S.


Esponente: Ordine degli Architetti provincia di Verona.


Riferimenti legislativi: L.R. n. 27 del 7.11.2003, art. 17 l.109/94 e art. 62 reg. n. 554/99


Il Consiglio


Considerato in fatto


Con nota n. 1619 del 6.5.2005 perveniva all'Autorità una richiesta del Presidente dell'Ordine degli Architetti della provincia di Verona nella quale si richiedeva un parere in ordine alla regolarità della procedura seguita dalla suindicata IPAB (ora I.CI.S.S.) per l'affidamento dell'incarico di progettazione necessario alla ristrutturazione di un complesso esistente in Quinzano da destinare ad un nuovo centro infanzia, per un importo complessivo dei lavori pari a euro 1.456.805.

In particolare, alla detta nota, veniva allegata una copiosa documentazione I.CI.S.S. inerente l'incarico professionale ed un parere legale acquisito dall'Ordine medesimo nel quale venivano prospettate varie presunte irregolarità del bando di gara adottato in data 16.9.2004 per la individuazione del progettista delle opere.

Nel cennato parere legale, principalmente, si richiamava l'art.8 della L.R. n. 27 del 2003 per argomentare che le amministrazioni, per affidare i servizi sotto la soglia comunitaria, al disotto della quale si colloca il corrispettivo dell'incarico in esame, possono individuare soggetti di propria fiducia senza ricorrere ad una procedura concorsuale nella quale sia richiesto un ribasso sull'importo stabilito nel bando stesso.

Mentre, appunto, l'I.CI.S.S. di Verona avrebbe conferito l'incarico previa gara nella quale, tra l'altro, ha previsto che i concorrenti formulassero anche una offerta economica di ribasso sui corrispettivi della progettazione spettanti come da Tariffa.

Il cennato parere reso all'Ordine evidenziava altresì la Sentenza del Cons. di Stato, Sez. V, 26 gennaio 1999, n. 64, la quale chiariva che al disotto della soglia comunitaria un bando di gara poteva fare legittimamente riferimento ai soli curricula dei progettisti e non anche ad offerte di carattere economico come nel caso di gare assoggettate alla normativa comunitaria.

L'esposto rilevava inoltre:

- il bando commisura il corrispettivo "globalmente" e non in modo disaggregato per categorie e classi (di cui alla legge sulla Tariffa n.143/39);

- il ribasso che i candidati devono offrire secondo il bando è differenziato per le prestazioni di progettazione (normali), accessorie e rimborso delle spese e non è un valore unico previsto dall'art. 64 del reg. n.554/99;

- il d.m. 4/4/2001 (nuova Tariffa degli Ingegneri ed Architetti) non potrebbe essere applicato (nel bando) per la individuazione del rimborso delle spese (da calcolare forfetariamente con l'interpolazione lineare o, in alternativa, a piè di lista) poiché secondo un orientamento giurisprudenziale il rimborso delle spese non può essere liquidato forfetariamente ma in base a spese documentate.

Data infine la completezza degli atti prodotti dal medesimo Ordine, comprensiva delle interlocutorie con lo stesso I.CI.S.S., non si è proceduto alla richiesta di ulteriori documentazioni e delucidazioni ai sensi dell'art. 4 commi 6 e 7 della legge n.109/94 e s.m.i.


Considerato in diritto

Sotto il primo profilo di cui in premessa, i rilievi proposti dall'Ordine non si appalesano condivisibili giacché, per corrispettivi sotto soglia comunitaria, l'art.8 della L.R. n.27/2003 proprio utilizzando il verbo "possono" non ha obbligato le stazioni appaltanti all'affidamento fiduciario tout court (affidamento diretto) ma ha dato la possibilità alternativa di promuovere una procedura concorsuale, in analogia alla normativa di cui all'art. 62 e seguenti del reg. n. 554/99 per corrispettivi tra euro 100.000 e la soglia comunitaria (art.17 comma 11 della l. 109/94).

Anzi, appare evidente che la procedura seguita in concreto da I.CI.S.S. (come per tutte le procedure concorsuali) consegue il vantaggio di limitare la discrezionalità nella scelta del professionista e di favorire invece la libera concorrenza dei soggetti interessati; né in tale condotta si rilevano motivi di contrasto con la normativa nazionale bensì, al contrario, si può cogliere la piena aderenza alle indicazioni dell'Autorità che con determinazione n. 30 del 13.11.2002, terzo comma, u.p. delle "valutazioni", ha chiarito che gli appalti (di servizi di progettazione) appartenenti alla prima fascia (leggasi incarico fiduciario o diretto) possono essere affidati anche con le procedure previste per la seconda fascia (leggasi procedura concorsuale).

Quanto poi alla reclamata illegittimità di utilizzare negli affidamenti fiduciari criteri diversi e aggiuntivi a quello di valutazione del solo "curriculum", si rileva che la ricordata Sentenza del C.S. (gennaio 1999) precede l'entrata in vigore del regolamento n. 554/99 (28 luglio 2000) il quale con il cennato art. 62 e seguenti ha puntualmente disciplinato le procedure entro la ampia fascia di incarichi il cui corrispettivo è inferiore alla soglia comunitaria di 200.000 dsp, contemplando anche la valutazione dei ribassi (cfr lett. c art. 64 del reg. n. 554/99).

Conclusivamente sul punto, la procedura seguita da I.CI.S.S. appare rispettosa della L.R. n. 27/2003 e non in contrasto con quella nazionale dettata dall'art.17 della legge n. 109/94.

In ordine al secondo aspetto del primo profilo in esame (selezione basata illegittimamente anche sul ribasso, in aggiunta al curriculum) si osserva che il medesimo art. 8 della L.R. n. 27/2003 parla di "procedura concorsuale" e non fissa in modo puntuale la procedura di valutazione come fa invece la norma nazionale con l'art. 64 del reg. n. 554/99.

La stazione appaltante rimane pertanto libera di articolare, con il bando, la gara per l'appalto del servizio di progettazione nei noti limiti del rispetto dei principi di buona amministrazione che, nel caso in esame, appaiono rispettati anche perché detto bando non si discosta significativamente dagli art. 63 e seguenti del reg. n.554/99 a parte una loro certa semplificazione che sembra in ogni caso da accogliere positivamente.

Passando poi ai rilievi in ordine alla presunta non corretta indicazione globale del corrispettivo nel bando, in luogo della relativa disaggregazione in classi e categorie di cui alla Tab. A del d.m. 4/04/2001 (è lo stesso per la legge n. 143/39), si osserva che tale criterio del bando è da ritenere valido (da parte di I.CI.S.S.) poiché appare solo teso alla scelta del contraente e non anche alla conseguente liquidazione delle competenze; in altre parole il "modello" di offerta economica allegata al bando non è (e non potrebbe essere per le esigenze tecniche di confronto dei candidati) uno schema di parcella propriamente inteso e non è preclusivo della corretta successiva applicazione delle tabelle ulteriori alla A di cui alla legge Tariffaria; ne infine, è da dire, il detto modello induce, ragionevolmente, il concorrente alla "sottostima" della offerta in quanto all'art. 3 del bando sono riportate le suddivisioni delle lavorazioni in classi e categorie, suddivisioni che consentono la corretta calcolazione degli importi (previa a cura del candidato) dei vari corrispettivi (poi appunto da far confluire nel modello di offerta economica).

Quanto poi al rilievo di più valori di ribasso previsti nel suddetto schema allegato al bando, da compilare a cura dei candidati, invece che di un solo valore (ciò appunto in aderenza all'art. 64 del reg. n. 554/99), valgono le considerazioni espresse circa la facoltà di apportare da parte del legislatore regionale (vds in linea generale la L.R. n.27/2003) anche semplificazioni alla normativa di cui al reg. n. 554/99 da applicarsi strettamente, come noto, dopo la riforma dell'art. 117 della Costituzione avvenuta con legge costituzionale n. 3 del 2001, per le opere propriamente statali.

Peraltro il bando ha curato in altri punti che i minimi tariffari inderogabili fossero rispettati (art.17 comma 12-ter legge n.109/94), fissando il tetto della riduzione eventualmente proposta dal concorrente al 20 % delle prestazioni (da ritenere) normali (cfr legge n.155/89), posto che, diversamente da quanto osservato dall'Ordine, non vi è limitazione in linea ipotetica al ribasso afferente le prestazioni speciali ed accessorie come anche ha chiarito l'Autorità con determinazione n. 30 del 13.11.2002.

Resta ora da comprendere, quale esame dell'ultimo rilievo formulato dall'Ordine, se l'adozione del rimborso forfetario delle spese (con percentuale ricavata per interpolazione lineare), previsto dal bando, sia ammissibile; ammissibilità dipendente dal riconoscimento o meno della validità del d.m. 4/4/2001 (nuova tariffa) caducato, come noto, dalla pronuncia del Tar Lazio dell'8 agosto 2002, n. 7067, (per mere motivazioni formali e non sostanziali) per fare rinvio ad una nuova disposizione di legge sulla Tariffa (non ancora intervenuta).

Al riguardo sembra assorbente di ogni altra considerazione il fatto, ribadito più volte dall'Autorità (vds ancora det. n.27/2002), secondo cui la utilizzabilità del d.m. 4/4/2001 è pur possibile (proprio perché il suo annullamento veniva prodotto da aspetti del tutto procedurali e non sostanziali) in linea tecnica (uso di tabelle, criteri, prestazioni, rimborsi a interpolazione, ecc.), purché l'applicazione del decreto sia esplicitamente richiamata nei bandi gara.

Richiamo al d.m. in questione che ha avuto luogo nel caso in esame e che, estesamente, e per svariate ragioni (ad esempio, vedasi applicabilità dei compensi per attività di supporto ecc.) rappresenta una prassi accolta dagli Ordini e consolidata in linea generale.

Non meno rilevante è poi la pronuncia del Ministero delle Infrastrutture che proprio su sensibilizzazione degli Ordini, si è espresso con circolare n. 31/5079/2002 del 26 novembre 2002 a favore della applicabilità sostanziale del d.m. 4/4/2001 nei sensi sopra concisamente rappresentati, restaurando così il contenuto tecnico del decreto in commento dopo la sentenza dal Tar Lazio.

In base a quanto sopra esposto,


Il Consiglio


1. rileva, per le argomentazioni sopra espresse, la sostanziale aderenza del bando per l'affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura a cura di I.CI.S.S. alla L.R. n. 27 del 7.11.2003 e alla normativa statale in quanto applicabile;

2. manda al Settore perché invii la presente al richiedente Ordine e all'I.CI.S.S.



IL CONSIGLIERE RELATORE

Guido Moutier


IL PRESIDENTE RELATORE

Alfonso Maria Rossi Brigante


depositato presso la segreteria del Consiglio in data


IL SEGRETARIO