Autorit� per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture

Deliberazione n. 94 del 28/11/2006



PREC22/06

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata da SCA Hygiene Products s.p.a. -
Centro Servizi Condivisi "fornitura e distribuzione prodotti per l'incontinenza".


Fatto In data 8/6/2006 il Centro Servizi Condivisi, centrale di committenza perle aziende sanitarie della Regione Friuli Venezia Giulia, ha aggiudicato in via provvisoria l'appalto perla fornitura e la distribuzione di prodotti per l'incontinenza per un importo di € 18.000.000,00. Successivamente la S.A. ha ritenuto di dover dichiarare deserta la gara in questione in quanto la Commissione Tecnica, nominata per la valutazione delle offerte, a seguito di una richiesta di verifica formulata da un concorrente, ha ritenuto che nessuna delle offerte delle imprese partecipanti rispondesse ai requisiti minimi previsti dal Capitolato speciale di gara. Avverso il provvedimento di annullamento dell'aggiudicazione provvisoria e la conseguente dichiarazione di gara deserta, la societ� SCA Hygiene Products s.p.a. ha presentato ricorso al TAR Friuli Venezia Giulia.


In data 25/9/2006 il Centro Servizi Condivisi ha inviato alla G.U.C.E. un nuovo bando di gara (importo complessivo € 6.967.000,00 suddiviso in 3 lotti) la cui pubblicazione � stata preceduta da un dialogo tecnico con tutte le imprese concorrenti alla prima gara.


In data 7 novembre 2006 � stata acquisita al protocollo dell'Autorit� la richiesta di parere per la soluzione della controversia presentata dalla societ� SCA Hygiene Products s.p.a. L'istante ritiene che il valore economico posto a base di gara (€ 0,85), inferiore rispetto al precedente bando (€ 0,91), determini una lesione della concorrenza conseguente alla restrizione del mercato in quanto � inferiore all'offerta presentata dall'esponente stesso nel primo esperimento di gara. In tal modo, avendo l'impresa gi� resi noti i propri potenziali margini economici, non pu� partecipare all'appalto se non a fronte di una offerta fortemente lesiva del proprio utile.


Diritto Preliminarmente si evidenzia che la richiesta di parere in oggetto riguarda una procedura di gara sottoposta, come atto subordinato, al giudizio del giudice amministrativo chiamato a risolvere la questione di legittimit� dell'annullamento della precedente gara, dichiarata deserta. Il TAR Friuli Venezia Giulia ha rinviato al 24.1.2007 la discussione sul merito della questione, senza concedere provvedimento di sospensiva avverso il nuovo bando di gara, il cui termine di scadenza per la presentazione delle offerte era previsto per il 7/11/2006. Al riguardo la S.A. nella memoria di partecipazione al procedimento trasmessa all'Autorit�, ha evidenziato che la procedura oggetto della controversia consiste in una gara diversa da quella oggetto di gravame innanzi al Giudice amministrativo, che presenta modalit� e caratteristiche diverse dalla precedente procedura conclusasi senza l'individuazione del miglior offerente.


Passando al merito della questione sottoposta all'attenzione dell'Autorit�, si fa presente che le norme di partecipazione alla gara in oggetto, prevedono che l'offerta debba indicare il costo massimo giornaliero che la ditta intende offrire per utente assistito, in misura uguale o minore a quello base palese fissato per il lotto di riferimento. Secondo quanto rappresentato dalla S.A., l'individuazione del costo presunto da porre a base di gara � stato effettuato tenendo conto dei prezzi vigenti nel settore sanitario nonch� delle presumibili economie di scala derivanti dalla centralizzazione della fornitura richiesta. Principio generale per la definizione del costo presunto a base d'asta � l'individuazione della fornitura elementare di prestazione lavorativa, di materiale o di prodotto individuata da un prezzo che la S.A. determina sulla base dei prezzi vigenti nel mercato al momento dell'indizione della gara. Come ausilio nell'individuazione di detto costo giova far riferimento anche alle risultanze di precedenti analoghe gare esperite dalla medesima amministrazione ovvero da altre stazioni appaltanti. � infatti essenziale, ai fini dell'aggiudicazione, che il parametro fisso del prezzo a base d'asta sia costituito da un elemento ancorato all'effettivo andamento del mercato, di modo che le offerte presentate possano realmente consentire la realizzazione dell'appalto nella duplice finalit� della S.A. di ottenere il miglior prezzo possibile a fronte di una prestazione a regola d'arte. L'Autorit�, formulando un indirizzo per il settore dei lavori pubblici, la cui valenza pu� riconoscersi comunque anche in relazione alla tipologia dell'appalto di forniture, ha espresso al riguardo la considerazione che l'Amministrazione, nell'individuare un prezziario (o un singolo prezzo unitario) non pu� prescindere, per il rispetto dei basilari principi di efficienza, efficacia e correttezza, da una verifica sostanziale della sua congruit�, avendo la medesima l'onere di aggiornare i prezzi in linea con le condizioni di mercato (deliberazione n. 301/2001). Nel caso di specie, il Centro Servizi Condivisi ha predisposto le caratteristiche dei prodotti messi in gara ricorrendo allo strumento del dialogo tecnico con le imprese partecipanti al precedente esperimento di gara, potendo in tal modo effettuare le proprie autonome determinazioni sulla base dei contributi provenienti dal mercato. L'aver posto un prezzo a base d'asta, frutto di una elaborazione nei termini sopra indicati, inferiore rispetto a quello del precedente appalto, non costituisce una discriminazione ed una limitazione alla partecipazione alla gara stessa n� dell'esponente n� di altri potenziali concorrenti, non venendo leso in alcun modo il principio della concorrenza, che presuppone, e nel caso di specie si ritiene si realizzi, un nesso tra la libert� economica dell'impresa che effettua le proprie valutazioni nella formulazione dell'offerta, il mercato nel quale ciascun potenziale offerente pu�, a parit� di condizioni, partecipare alla selezione e le richieste della S.A. poste a base di gara.


In base a quanto sopra considerato

Il Consiglio


ritiene che il prezzo unitario individuato nel bando in oggetto non costituisce elemento discriminante e lesivo della concorrenza fra le imprese.



IL CONSIGLIERE RELATORE

Giuseppe Brienza

Alfonso M. Rossi Brigante

IL PRESIDENTE RELATORE



Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 18 Dicembre 2006