Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture

Deliberazione n. 61 del 27.02.2007

PREC41/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dal Consorzio Hiram - servizio di pulizia di edifici e locali comunali e degli uffici giudiziari. S. A. Comune di Urbino.


Il Consiglio


Vista la relazione dell'Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 1° febbraio 2007 è pervenuta all'Autorità l'istanza di parere in oggetto con la quale il consorzio Hiram contesta la legittimità del bando di gara indicato in oggetto, nella parte in cui si richiede una dichiarazione bancaria di "impegno a concedere, in caso di aggiudicazione, all'impresa partecipante di una linea di credito dedicata all'assolvimento delle obbligazioni pecuniarie determinate dall'appalto, per un importo non inferiore a € 200.000,00."


La stazione appaltante, a riscontro della richiesta di informazioni effettuata dall'Autorità nell'istruttoria procedimentale, ha preliminarmente eccepito di non aver adito l'Autorità e di ritenere pertanto che non si debba dar seguito alla richiesta di parere.

Nel merito della questione, la S.A., evidenziando che l'istante non ha partecipato alla gara, ha rappresentato che la richiesta di apertura di una linea di credito mira a verificare in concreto la capacità economica e finanziaria dell'impresa concorrente, in quanto le dichiarazioni di idoneità finanziaria rilasciate, di norma, dagli istituti di credito sono generiche e non attualizzate sull'appalto.


Ritenuto in diritto

Preliminarmente si precisa che ai sensi dell'articolo 2, comma 1 del Regolamento sul procedimento per la soluzione delle controversie, l'istanza di parere può essere rivolta all'Autorità dalla stazione appaltante, da una parte interessata ovvero da più parti interessate, singolarmente o congiuntamente.

Sussistono pertanto i presupposti per una pronuncia sulla questione da parte dell'Autorità.

Al riguardo, si evidenzia che per costante giurisprudenza l'amministrazione ha il potere discrezionale di individuare le modalità con le quali l'impresa debba fornire la dimostrazione delle proprie potenzialità finanziarie ed economiche, il cui esercizio è rimesso alle esclusive valutazioni dell'amministrazione per quanto attiene alla scelta degli strumenti per conseguire i propri obiettivi istituzionali e di interesse pubblico. Le relative determinazioni devono tuttavia essere proporzionate e ragionevoli.

Nel caso di specie, sul presupposto che ai sensi dell'articolo 41, comma 1 del d. Lgs. n. 163/2006, fra i documenti attestanti il possesso della capacità economica e finanziaria, sono ricomprese le dichiarazioni bancarie, la S.A. ha inteso concretizzare la dimostrazione dell'affidabilità del concorrente, attraverso una dichiarazione che va oltre la qualificazione formale documentalmente attestata da una generica dichiarazione, rilasciata, di norma, dagli istituti di credito ricorrendo a formulazioni astratte.

La previsione di che trattasi, da rilasciarsi in caso di aggiudicazione, si concretizza comunque nella richiesta di un ulteriore requisito, facoltà riconosciuta dall'articolo 41, comma 2 del d. Lgs. n. 163/2006, e costituisce una ulteriore precisazione sugli impegni da assumere o su eventuali garanzie offerte da parte dell'istituto bancario.

Infatti, le referenze rilasciate dagli istituti bancari riportano formule quali "senza impegno" ovvero "senza responsabilità e garanzia", per escludere che tali attestazioni possano assumere anche il valore di un impegno o di una garanzia in favore dei clienti. (Cons. Stato, sez. V, 7.11.2003 n. 7129)


Per quanto attiene, infine, alla quantificazione del credito richiesto, l'Amministrazione di Urbino ne ha giustificato la congruità in relazione :

- all'importo dell'appalto (€ 337.000);

- ai possibili incrementi di importo conseguenti alla facoltà di chiedere ulteriori servizi nell'ambito del quinto d'obbligo;

- alle eventuali pulizie straordinarie.


Si ritiene, in considerazione di quanto sopra riportato, il requisito in esame ragionevole e proporzionato.


In base a quanto sopra considerato

Il Consiglio


ritiene che il bando di che trattasi è conforme alle disposizioni normative in materia di appalti di servizi pubblici.



IL CONSIGLIERE RELATORE


IL PRESIDENTE RELATORE

Alfonso M. Rossi Brigante


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 2 Marzo 2007