Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture


Deliberazione n. 65 del 27/02/2007

PREC47/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla SARGENAVI s.r.l. - servizio prelievo acqua per i controlli della balneazione (d.P.R. 470/82) mediante cinque battelli completi di equipaggio. S.A. ARPA Campania.


Il Consiglio


Vista la relazione dell'Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 5 febbraio 2007 è pervenuta all'Autorità l'istanza di parere in oggetto con la quale l'impresa SARGENAVI s.r.l. rappresenta la controversia insorta con l'Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania (ARPAC) in merito alla non conformità del bando di gara indicato in oggetto, relativamente alla definizione dell'oggetto dell'appalto, denominato "servizio prelievo acqua".

A parere dell'istante, da una lettura del Capitolato d'Oneri, trattasi di fornitura di imbarcazioni complete di equipaggio atte a consentire ai tecnici dell'ARPAC di effettuare i prelievi. La richiesta, fra i requisiti di partecipazione, dell'iscrizione al Registro delle Imprese presso la C.C.I.A.A. per l'esercizio delle attività oggetto dell'appalto, lede il principio della massima partecipazione alla gara, non consentendone la partecipazione alle società che effettuano il noleggio di imbarcazioni ovvero il trasporto di persone.

L'istante, inoltre, rappresenta un ulteriore elemento di contestazione in riferimento ai criteri di valutazione dell'offerta, ritenendo generico il criterio "garanzie e servizi (max punti 15)", tale da non consentire ai concorrenti di valutarne preventivamente il significato e la portata.


A riscontro della richiesta di informazioni effettuata dall'Autorità nell'istruttoria procedimentale, la stazione appaltante, nell'evidenziare che l'istante non ha partecipato alla gara, ha rappresentato che il Capitolato d'Oneri definisce puntualmente le attività dedotte in appalto, nel rispetto di quanto prescritto dal d.P.R. n. 470/1982 "Attuazione della direttiva (CEE) n. 76/160 relativa alla qualità delle acque di balneazione".

La S.A. ha altresì evidenziato che il servizio richiesto non consiste in un semplice trasporto del personale tecnico ovvero in un noleggio di barche da lavoro con equipaggio, in quanto viene chiesto all'appaltatore di cooperare affinché i prelievi di campioni d'acqua vengano effettuati nelle modalità prescritte dal citato d.P.R. n. 470/1982 e riportate nell'articolo 5 del Capitolato d'Oneri. Non si tratta, precisa la S.A. di un semplice trasporto di tecnici da un posto ad un altro, dovendo invece l'aggiudicatario conoscere già i punti dove effettuare i prelievi, indicare un comodo approdo ed effettuare la conservazione e la custodia dei campioni prelevati.

Relativamente al secondo profilo di contestazione, la S.A. ha fatto presente che, ai sensi dell'articolo 24 del Capitolato d'Oneri, la Commissione di gara ha facoltà di precisare i parametri di aggiudicazione, individuando, prima dell'apertura delle offerte, i sottocriteri di valutazione delle offerte.


Considerato in diritto


Il bando di gara in esame (nella versione pubblicata sul sito della S.A.), alla voce oggetto dell'appalto recita "fornitura servizio di prelievo acqua per i controlli della balneazione (d.P.R. 470/82) mediante n. 5 battelli completi di equipaggio".

Ai sensi dell'articolo 1 del Capitolato d'Oneri, l'appalto in esame viene descritto come "la fornitura del servizio di controllo delle acque di balneazione e delle sedi di banchi naturali di molluschi bivalvi e gasteropodi del litorale campano. La ditta aggiudicataria si dovrà impegnare ad effettuare il servizio necessario alla realizzazione dei controlli sulle acque di balneazione con n. 5 battelli, garantendo il qualsiasi occasione il perfetto espletamento delle attività, così come previsto dal d.P.R. 470/82.".

Nei successivi articoli 5 e 6 viene più specificamente indicato che "La ditta aggiudicataria del servizio deve consentire agli operatori dell'ARPAC l'effettuazione dei prelievi e delle rilevazioni previste dalla normativa vigente per il controllo della qualità delle acque di balneazione." (art. 5) e "Il fornitore del servizio è tenuto a garantire la disponibilità dei battelli e dei relativi equipaggi abilitati a norma di legge, e dovrà altresì garantire la concreta possibilità per l'ARPAC di raggiungere il risultato per il quale viene stipulato il contratto." (art. 6)


La individuazione e definizione dell'oggetto dell'appalto è un elemento essenziale della procedura sia ai fini dell'individuazione della normativa di riferimento sia ai fini dell'individuazione degli operatori del mercato interessati a partecipare alla procedura concorsuale, che devono essere posti in condizione di valutare, prima facie, se il servizio richiesto rientri o meno nell'ambito delle loro attività.

Sulla base di consolidata giurisprudenza, la reale natura dei rapporti contrattuali e la ricostruzione della disciplina ad essi conseguentemente applicabile deve essere effettuata in virtù dell'accertamento degli effettivi contenuti sostanziali del rapporto stesso, prescindendo da ogni eventuale difforme nomenclatura o definizione fornita dalle parti. Pertanto deve prevalere, indipendentemente dalla tipologia delle singole voci formalmente previste dagli atti di gara, la considerazione circa la prevalente natura, dal punto di vista sostanziale, del rapporto in esame. (Cons. Stato, sez. v, 4.5.2001 n. 2518)

Inoltre, per gli appalti di servizi di importo superiore alla soglia comunitaria, la corretta definizione dell'oggetto dell'appalto rileva per la regolare individuazione della voce CPV, prevista dal Regolamento UE sul vocabolario comune per gli appalti.

Nel caso di specie, il bando pubblicato dall'Ufficio delle pubblicazioni della Comunità Europea sulla GUCE n. S237 del 13.12.2006, classifica l'appalto con la voce CPV 61511000 (Noleggio di imbarcazioni con equipaggio per la navigazione marittima).


Si deve rilevare che la denominazione conferita all'appalto dall'amministrazione aggiudicatrice risulta ambigua e fuorviante, in quanto dà adito al dubbio che oggetto della gara sia l'espletamento dell'attività di prelievo di campioni di acqua.

La definizione dell'oggetto dell'appalto ha inoltre ricadute sui requisiti di partecipazione, tenuto conto che, nel caso in esame, viene chiesto il possesso di iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio per l'esercizio delle attività oggetto dell'appalto.

Che l'appalto in questione si concretizzi in un servizio di noleggio, risulta evidente proprio dalla lettura dei citati articoli del Capitolato d'Oneri, laddove viene richiesto, tra l'altro, che il concorrente sia in possesso dell'abilitazione al trasporto di almeno cinque passeggeri oltre l'equipaggio. Ai sensi del d.P.R. 435/1991 Regolamento per la sicurezza della navigazione, l'articolo 13 disciplina l'abilitazione di una nave a determinati servizi, distinguendo tra l'abilitazione al trasporto passeggeri e quella ai servizi speciali, quali i servizi scientifici o di ricerca.

La richiesta della citata abilitazione, evidenzia il fatto, come correttamente rileva la S.A., che i soli soggetti abilitati al prelievo sono i tecnici dell'ARPAC, mentre la ditta aggiudicataria non deve effettuare materialmente alcun prelievo.

Né rilevano le eccezioni sollevate dall'Amministrazione in ordine all'attività di cooperazione richiesta all'aggiudicatario, in quanto trattasi di esplicazione delle modalità cui è tenuto il noleggiatore delle imbarcazioni, per consentire ai tecnici una corretta attività di prelievo dei campioni, nel rispetto della normativa di cui al d.P.R. 470/1982.


Per quanto attiene al secondo profilo di contestazione, relativo al criterio di aggiudicazione, non si rilevano elementi di non conformità con la normativa in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, in quanto, per giurisprudenza costante, l'amministrazione può integrare e specificare i criteri generali di valutazione delle offerte indicati nel bando. (ex multis Cons. Stato, sez. V, 8.3.2005 n. 937)


In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio


ritiene che la definizione dell'oggetto dell'appalto di che trattasi non corrisponde alle attività dedotte in appalto e viola il principio della partecipazione e della concorrenza.



IL CONSIGLIERE RELATORE

Alessandro Botto


IL PRESIDENTE RELATORE

Alfonso M. Rossi Brigante


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 7 Marzo 2007