Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture Deliberazione n. 55 del 22.02.2007


PREC 32/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n), del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163, presentata dal Comune di Dervio (Lecco). Gara d'appalto per Impianto di depurazione - lavori di realizzazione vasca di equazione e impianto di deodorazione. Esclusione concorrente - mancato possesso certificazione ex art. 4, co. 1, D.P.R. 34/2000, classifica II.


Il Consiglio


Vista la relazione dell'Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


Il Comune di Dervio ha formulato un'istanza di parere ai sensi dell'art. 6, comma 7, lettera n), del D. Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (corredata da relativa documentazione di gara), in relazione al pubblico incanto emarginato in epigrafe, dal quale è stata esclusa l'impresa Gecol s.a.s., per mancato possesso della certificazione di qualità di cui all'art. 4, comma 1, del D.P.R. 34/2000.


Al fine di comprendere i termini della questione sembra opportuno in via preliminare illustrare le caratteristiche dell'appalto.

Trattasi di un pubblico incanto esperito ai sensi del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 per l'affidamento dei lavori in oggetto, per un importo a base d'asta di € 524.540,88 oltre oneri di sicurezza, per un'entità complessiva di € 536.719,26. Il bando è stato pubblicato in data 06/12/2006, mentre il termine ultimo per la presentazione delle offerte è stato fissato per il 09/01/2007.

Il bando disciplina nella sezione III, punto III 2.) le condizioni di partecipazione prescrivendo, in particolare, il possesso della qualificazione per categoria e classifica adeguate, individuate, nella specie, nella categoria OS22 e nella classifica III.

Come si evince dai verbali di gara trasmessi in copia, all'esito della verifica della documentazione prodotta dai concorrenti in busta A, la società Gecol s.a.s. è stata esclusa per mancato possesso della certificazione di qualità di cui all'art. 2, comma 1, del D.P.R. 34/2000 e, al termine della procedura, è risultata aggiudicataria in via provvisoria la società SAGEI s.r.l..

Il suddetto provvedimento di esclusione è stato, dunque, contestato dalla concorrente interessata sia con apposita nota trasmessa all'Amministrazione in sede di gara (nota del 22/01/2007) sia con memoria inoltrata a questa Autorità (prot. n. 6410/SEGR del 02/02/2007); le ragioni ivi riportate possono così riassumersi:

- La società Gecol s.a.s. è qualificata per la classifica II che, incrementata di un quinto, le consente di partecipare a gare per importi fino a € 619.000,00 ca.;

- L'Allegato B del D.P.R. 34/2000 esonera le imprese con classifica I e II dal possesso della certificazione di qualità;

- Il Comune di Devio, tuttavia, pur ammettendo in gara le imprese qualificate per la classifica II, ha di fatto limitato la partecipazione alle concorrenti in possesso della certificazione di qualità;

- Ciò in contrasto con le disposizioni del D.P.R. 34/2000; in tal modo, si vanifica il diritto dell'aumento del quinto previsto dall'art. 3, comma 2, dello stesso regolamento.

Sulla base di tali premesse, l'impresa ha chiesto all'Amministrazione di disporre la sospensione del procedimento di aggiudicazione e di stipula del relativo contratto con l'aggiudicataria in via provvisoria, ed all'Autorità di intervenire per rettificare la situazione illustrata.


In esito alla comunicazione del 26/01/2007 (prot. n. 4893/07/SEGR) all'uopo inoltrata dal Settore Affari Giuridici, anche la società SAGEI s.r.l., aggiudicataria in via provvisoria della gara de qua, ha trasmesso una memoria (prot. n. 6600/SEGR del 02/02/2007) nella quale sono riportate le proprie considerazioni sull'accaduto, che così possono riepilogarsi:

- A decorrere dal 2005, come disposto dall'Allegato B del D.P.R. n. 34/2000, è obbligatorio il possesso del requisito di qualità non solo con riferimento alle classifiche ma anche con riferimento agli importi dei lavori correlati a queste ultime; ne consegue che per la classifica II non è obbligatorio il certificato di qualità per assumere lavori nei limiti di un miliardo di lire (€ 516.000,00), mentre lo è per assumere lavori di importi superiori a tale limite;

- L'aumento del quinto dell'importo per la classifica II opera solo ai fini dei requisiti di ordine generale, tecnico-organizzativi ed economico-finanziari, di cui all'art. 8, comma 3, lett. c), del D.P.R. n. 34/2000, ma per assumere lavori per importi superiori alla predetta somma, occorre la certificazione di qualità. Non esistono, dunque, correlazioni tra qualificazione e certificazione di qualità;

- Correttamente la stazione appaltante ha escluso l'impresa GECOL s.a.s. priva del requisito in parola.


L'intervento dell'Autorità è stato, dunque, richiesto per dirimere tale contrasto interpretativo che ha influito in maniera determinante sugli esiti della gara.


Ritenuto in diritto

La problematica illustrata riguarda la capacità di imprese qualificate nella classifica II di partecipare, pur in assenza di certificazione di qualità, a gare per importi superiori al quinto della propria classifica.

Al riguardo sembra opportuno precisare che l'art. 8, comma 4, lett. e), della previgente legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. ha demandato al regolamento sulla qualificazione di graduare, nel periodo 2000 - 2004, la facoltà ed il successivo obbligo per le stazioni appaltanti di richiedere il possesso della certificazione del sistema di qualità o della dichiarazione della presenza di elementi di tale sistema, anche in ragione della "tipologia dei lavori nonché degli oggetti dei contratti". Stabilisce, inoltre, che tale facoltà e successivo obbligo "non potranno comunque essere previsti per lavori di importo inferiore a 500.000 ECU".

Le correlate norme del D.P.R. n. 34/2000 stabiliscono quindi - art. 3, comma 2 - che "la qualificazione in una categoria abilita l'impresa a partecipare alle gare e ad eseguire i lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto (…)"; detta disposizione individua i limiti di importo per le singole classifiche, importo che per la II è individuato in € 516.457. Ai sensi del successivo art. 4, poi, "ai fini della qualificazione…le imprese devono possedere il sistema di qualità aziendale UNI EN ISO 9000 ovvero elementi significativi e correlati del suddetto sistema, nella misura prevista dall'allegato C, secondo la cadenza temporale prevista dall'allegato B…il possesso...è attestato dalle SOA". La cadenza temporale del possesso di tali certificazioni e dichiarazioni è disciplinata quindi in rapporto alle classifiche di cui all'art. 4 e all'allegato B del D.P.R. n. 34/2000.


Il combinato disposto delle norme sopra riportate è stato oggetto di pronuncia da parte di questa Autorità la quale ha chiarito (determinazione n. 29/2002 e deliberazioni n. 27/2004, n. 241/2003, 182/2003) che non è l'importo dell'appalto che, superando un certo limite, comporta automaticamente l'obbligo del possesso del requisito di qualità per tutti i concorrenti, impresa singola ovvero raggruppamento orizzontale o verticale, ma è l'importo dei lavori che ciascun concorrente intende assumere a determinare l'obbligo del possesso del requisito stesso.

In altre parole, l'obbligo di verificare il possesso del requisito di qualità sussiste soltanto quando l'importo dei lavori, che il concorrente intende assumere, richieda una classifica di qualificazione per la quale il possesso della qualità sia già divenuto obbligatorio (quindi a partire dalla classifica III).

Ne deriva la possibilità, in relazione all'importo dei lavori da assumere, della partecipazione alle gare di imprese qualificate per la classifica II, incrementata di un quinto, in assenza della certificazione del sistema di qualità.

Diversamente argomentando, infatti, le imprese qualificate con classifiche I e II sarebbero di fatto obbligate ad acquisire detto requisito, in aperto contrasto con il disposto di cui all'articolo 4, comma 1, D.P.R. n. 34/2000 che, mediante rinvio all'allegato B, prevede il possesso della certificazione ovvero della dichiarazione di qualità esclusivamente per le classifiche III e superiori.

Inoltre, si perverrebbe ad un'interpretazione abrogante del disposto di cui all'articolo 3, comma 2, del D.P.R. n. 34/2000, ove è espressamente previsto che "la qualificazione in una categoria abilita l'impresa a partecipare alle gare e ad eseguire i lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto".


Conclusivamente, pertanto, come pure affermato dalla giurisprudenza (TAR Basilicata n. 516/2006) il requisito dell'obbligo del possesso della qualità è da ritenersi connesso non all'importo dell'appalto bensì alla classifica della qualificazione, atteso che le attestazioni costituiscono condizione necessaria e sufficiente per eseguire i lavori fino a un certo importo. Quindi la verifica sul possesso del requisito di qualità deve essere fatta solo quando l'importo dei lavori che il concorrente intende assumere integri una classifica di qualificazione per la quale il possesso della qualità sia già divenuto obbligatorio.


Declinando tali principi al caso in esame, può osservarsi che a fronte dell'importo dei lavori pari a € 536.719,26 (inclusi oneri sicurezza), per i quali è stata richiesta la qualificazione nella categoria OS22 e nella classifica III, deve ritenersi consentita la partecipazione anche di concorrenti in possesso di qualificazione nella classifica II (€ 516.457) che, incrementata di un quinto, consente la partecipazione a gare per importi fino a € 619.748,8 e senza onere del possesso della certificazione o della dichiarazione di qualità.


In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

Ritiene che:


- l'obbligo di verificare il possesso del requisito di qualità sussiste soltanto quando l'importo dei lavori, che il concorrente intende assumere, richieda una classifica di qualificazione per la quale il possesso della qualità sia già divenuto obbligatorio (classifica III e superiori);

- non è conforme alla disciplina normativa e regolamentare di settore l'esclusione dalla gara dell'impresa Gecol s.a.s., in possesso della qualificazione nella classifica II e, quindi, abilitata a partecipare a gare per importi superiori al quinto della stessa classifica, in assenza del requisito di qualità.



IL CONSIGLIERE RELATORE

Guido Moutier


IL PRESIDENTE RELATORE

Alfonso Maria Rossi Brigante

Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 7 Marzo 2007