Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture

Deliberazione n.63 del 27.02.2007

PREC43/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla LDF Costruzioni s.a.s. – lavori di completamento del Cimitero Comunale. S.A.: Comune di San Cipirello.


Il Consiglio


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto

In data 14.12.2006 il Comune di San Cipirello (Pa) poneva a gara, ai sensi della legge dalla legge 109/1994 coordinata con le norme della legge regionale 2.8.2002 n. 7 e s.m.i., il bando per l’affidamento dei lavori in oggetto.

In data 30.01.2007, è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto, con la quale l’Impresa LDF Costruzioni s.a.s. contestava l’avvenuta esclusione dalla gara.

Nello specifico, la società richiedente era stata esclusa per non aver dichiarato testualmente in sede di gara, quanto previsto al punto 4.14 del disciplinare, in merito alle situazioni di controllo e di collegamento.

A parere dell’istante, la dichiarazione riportata circa l’insussistenza di situazioni di controllo e di collegamento formale e/o sostanziale con altre ditte partecipanti alla gara, come previsto dall’art. 2359 c.c., era condizione sufficiente a comprovare formalmente quanto previsto dal disciplinare di gara.

A riscontro della richiesta di informazioni effettuata dall’Autorità nell’istruttoria procedimentale, il Comune di San Cipirello (Pa) ha rappresentato che la dichiarazione resa dall’istante riferita alle sole imprese partecipanti alla gara, non ancora conosciute al momento della dichiarazione fosse causa di esclusione della stessa.

Da ultimo, ha precisato che nella seduta di gara successiva all’esclusione, stante le percentuali di ribasso offerti delle imprese ammesse, la S.A. non ha potuto procedere all’aggiudicazione dei lavori, pertanto la gara dovrà essere reindetta.


Ritenuto in diritto

Si fa presente che con deliberazione n. 14 del 24.01.2007 l’Autorità, per la soluzione di una controversia analoga al caso di specie, ha espresso l’avviso che “ il riferimento alle imprese, anziché alle sole società che la norma del codice contempla, consente di ritenere che si deve aver riguardo agli effetti delle situazioni che la stessa disposizione definisce per individuare i rapporti di controllo. La possibilità di applicare a qualsiasi impresa la verifica di una situazione di controllo, e perciò anche ad altre società di capitali, alle società di persone o agli imprenditori individuali, non già alle sole società cui specificamente ha riguardo l'art. 2359 codice civile, fa giustamente concludere che quel che la legge n. 109/1994 e s.m. prende in considerazione è il fatto che, in virtù degli incroci di partecipazione e di interessi sussistenti, si rilevi l'esistenza di un unico centro decisionale, corrispondente a quello che, con la maggioranza dei voti, con l'influenza dominante o con particolari vincoli contrattuali, si avvera nelle predette società. Le forme e le misure di possesso di azioni, di quote o di partecipazioni in genere, l'esistenza di patti parasociali, la collocazione di soggetti negli organi di amministrazione possono avvenire a vario titolo. Quel che assume rilievo, ai fini della partecipazione alle suddette procedure, è che non vi sia riferibilità ad una medesima persona, ad un medesimo gruppo di persone o ad una medesima società delle decisioni formalmente attribuibili ad entità diverse”.

La dichiarazione resa dal concorrente è pertanto non rispondente alla finalità della disposizione che è estesa anche alle ipotesi di collegamento sostanziale. Si fa rinvio al riguardo alla pronuncia del Consiglio di Stato n. 6450/2006 , secondo la quale “per consolidata giurisprudenza va affermata la rilevanza, come causa di esclusione, oltre che dei casi di cui all’art. 2359 c.c., anche delle ipotesi non codificate di collegamento sostanziale che testimonino della riconducibilità dei soggetti partecipanti alla procedura ad un unico centro decisionale, con conseguente vanificazione dei principi generali in tema di par condicio, segretezza delle offerte e trasparenza della competizione (da ultimo Cons. Stato, Sez. VI, 14 giugno 2006, n. 3500)”.


In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio


ritiene conforme la procedura posta in essere dalla S.A. in riferimento alla avvenuta esclusione dalla gara dell’Impresa LDF Costruzioni s.a.s. per non aver ottemperato a quanto richiesto dal punto 4.14 del disciplinare di gara.



IL CONSIGLIERE RELATORE
  
Giuseppe Brienza


IL PRESIDENTE

Alfonso M. Rossi Brigante


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 1 Marzo 2007