Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture

Deliberazione n.107 del 4.04.2007

PREC80/07

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla Officine San Giorgio s.r.l. – gara d’appalto n. 2/2007 S.S. n. 16 “Adriatica” Tronco: Pescara S. Salvo. S.A. ANAS s.p.a. Compartimento della viabilità per l’Abruzzo.


Il Consiglio


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 16 gennaio 2007 l’ANAS s.p.a. Compartimento della viabilità per l’Abruzzo ha pubblicato il bando di gara relativo ai lavori indicati in oggetto, da aggiudicarsi con gara a procedura aperta.


In data 2 marzo 2007 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto con la quale l’Impresa istante contesta la previsione del disciplinare di gara secondo la quale non sono ammessi a partecipare alla gara i concorrenti per i quali sussistono “sentenze, ancorché non definitive, relative a reati che precludono la partecipazione alle gare di appalto”.


A riscontro dell’istruttoria procedimentale, la stazione appaltante ha rappresentato che il bando tipo predisposto dalla Direzione Generale ANAS, da utilizzarsi da parte di tutti i Compartimenti, prevede la richiesta di detta ulteriore dichiarazione, che, stante il disposto dell’articolo 38, comma 1, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006, non comporta automatica esclusione dalla gara, ma solo una valutazione da parte della Commissione di gara, in relazione all’incidenza sulla moralità professionale del concorrente.


Ritenuto in diritto


Con deliberazione n. 67 del 27 febbraio 2007, l’Autorità ha affrontato, per caso analogo, la problematica in esame, esprimendo l’avviso che ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006, il concorrente è escluso dalla gara in presenza di sentenza di condanna passata in giudicato, o di decreto penale di condanna divenuto irrevocabile oppure di sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati gravi, in danno dello Stato o della Comunità, che incidono sulla moralità professionale.

È pertanto necessaria, ai fini dell’esclusione, una pronuncia definitiva ricadente nell’ambito oggettivo di applicazione individuata dalla citata norma.

Nel caso di specie, la dichiarazione richiesta al punto 3, lettera c) del disciplinare di gara, quantunque non espressamente prevista a pena di esclusione, non è conforme alla vigente disciplina sulle cause di esclusione dai pubblici appalti.


In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio


ritiene che la previsione del bando di gara di che trattasi, secondo la quale i concorrenti devono dichiarare “sentenze, ancorché non definitive, relative a reati che precludono la partecipazione alle gare di appalto”, è non conforme ai disposti dell’articolo 38, comma 1, lettera c) del d. Lgs. n. 163/2006.



IL CONSIGLIERE RELATORE
  
Luigi Giampaolino


IL PRESIDENTE

Alfonso M. Rossi Brigante


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 17 Aprile 2007