Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e Forniture


Deliberazione n. 134 del 9.05.2007


PREC107/07


Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dalla ATI Flooring dei F.lli Messina s.r.l./I.R.E. s.r.l./S.T.I.A. s.r.l. – lavori di ristrutturazione del Palazzo Vespignani da destinare a Museo Archeologico. S.A: Comune di Ceprano (Fr).


IL CONSIGLIO


Vista la relazione dell’Ufficio Affari Giuridici


Considerato in fatto


In data 18.1.2007 il Comune di Ceprano ha indetto una gara a procedura aperta per i lavori indicati in oggetto, importo a base d’asta € 1.181.018,50, per la cui esecuzione era previsto il possesso della categoria prevalente OG2, classifica IV.


Il bando indicava, altresì, le lavorazioni afferenti l’intervento, così percentualmente ripartite: restauro e manutenzione (OG2) 71,94%, importo € 882.280,16; impianti (OG11- scorporabile non subappaltabile) 28,06%, importo € 344.101,09; superfici decorate (OS2- non subappaltabile) senza indicazione dell’incidenza percentuale e dell’importo ma con la dicitura “connesso con i lavori principali”.


In data 23 marzo 2007 è pervenuta l’istanza di parere indicata in oggetto, con la quale la costituenda ATI Flooring dei F.lli Messina s.r.l./I.R.E. s.r.l./S.T.I.A. s.r.l. contesta l’esclusione dalla gara di che trattasi, in quanto non in possesso della qualificazione obbligatoria nella categoria OS2 e per non aver presentato le dichiarazioni di cui agli allegati A e B del bando di gara, secondo quanto prescritto dal bando di gara e cioè esclusivamente tramite gli schemi predisposti dalla S.A., da compilarsi a mano.


La Stazione appaltante tenuta a trasmettere le proprie osservazioni entro il termine perentorio del 5 aprile 2007,  ha ritenuto di non partecipare al contraddittorio.


Ai sensi dell’articolo 4, comma 2 del Regolamento sul procedimento per la soluzione delle controversie, la questione viene valutata sulla base degli elementi di fatto agli atti.


Ritenuto in diritto


1. Ai sensi dell’articolo 200 del d. Lgs. n. 163/2006, i lavori concernenti superfici decorate di beni architettonici, sottoposti alle disposizioni di tutela dei beni culturali non sono affidati congiuntamente a lavori afferenti ad altre categorie di opere generali e speciali, salvo che motivate ed eccezionali esigenze di coordinamento dei lavori, accertate dal responsabile del procedimento, non rendano necessario l’affidamento congiunto. Il medesimo articolo dispone che la stazione appaltante deve espressamente richiedere nel bando di gara il possesso dei requisiti di qualificazione specifici, in particolare l’iscrizione alla categoria OS2.


Con deliberazione n. 205 del 15.7.2003 l’Autorità ha espresso l’avviso, per fattispecie ricadente sotto la previgente disciplina della legge 109/1994, i cui principi sono applicabili anche in vigenza dell’attuale sistema normativo, secondo il quale, in caso di affidamento congiunto, deve essere richiesta all’aggiudicatario la specifica qualificazione nella categoria OS2 qualunque sia l’importo dei lavori in essa ricadenti ed il bando deve riportare la prescrizione del divieto di subappalto per dette lavorazioni, qualunque sia il loro importo.


Nel caso di specie, il bando di gara, nella tabella riportante le lavorazioni di cui si compone l’intervento, indica le lavorazioni ricadenti nella categoria OS2, ritenute connesse con i lavori principali, dichiarandole non subappaltabili, senza tuttavia riportare l’importo delle stesse ovvero la classifica di iscrizione richiesta per la loro esecuzione.


Le imprese concorrenti non sono state, pertanto, poste nelle condizioni di conoscere l’entità dei requisiti minimi necessari per poter partecipare alla gara.


 2. Per quanto attiene al secondo motivo di esclusione, l’aver presentato le dichiarazioni di cui agli allegati A e B del bando di gara, uguali nei contenuti ivi riportati, ma difformi per quanto attiene alla compilazione a mano del format predisposto dall’Amministrazione, si precisa che la giurisprudenza amministrativa è conformemente orientata nel senso che le prescrizioni di gara devono essere interpretate secondo ragionevolezza e nel rispetto della più ampia partecipazione delle imprese, purché non venga leso il principio della par condicio.


Non sussiste violazione di detto principio nel caso in cui il concorrente, anziché compilare a mano uno schema predisposto dalla S.A. presenti una dichiarazione che riporti chiaramente e puntualmente il medesimo contenuto del format predisposto dall’amministrazione.


In base a quanto sopra considerato


IL CONSIGLIO


 ritiene:


- il bando di che trattasi non conforme all’articolo 200 del d. Lgs. n. 163/2006 nella parte in cui non individua l’importo delle lavorazioni ricadenti nella categoria OS2 ovvero l’importo di classifica della categoria OS2 richiesta ai fini della partecipazione all’appalto;


- non conforme l’esclusione di un concorrente che anziché compilare a mano uno schema predisposto dalla S.A. presenta una dichiarazione che riporta chiaramente e puntualmente il medesimo contenuto del format predisposto dall’amministrazione.



IL CONSIGLIERE RELATORE

Guido Moutier


IL PRESIDENTE

Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 10 maggio 2007